A Lugano la grande arte rende omaggio al Giubileo

Il Lac inaugura una mostra sul tema della Croce con i capolavori della collezione Olgiati. Una stagione di esposizioni, musica e teatro

Mimmo di MarzioGli appassionati d'arte moderna e contemporanea hanno un fuoriporta imperdibile: il Canton Ticino. Soprattutto da quando, sulle rive del lago di Lugano, esiste il Lac, struttura avveniristica disegnata dall'architetto Ivano Gianola che ha raccolto un'eredità espositiva già blasonata in questo territorio. Ma non solo. Suddiviso su tre piani più un teatro, il centro culturale ospita una stagione di grandi mostre, una collezione permanente e anche un ricco cartellone concertistico e teatrale. La lungimirante politica del Dicastero di Lugano ha inoltre permesso una sinergia pubblico-privato che oggi dedica un intero piano alla ricchissima collezione Giancarlo e Danna Olgiati, due fra i collezionisti più autorevoli di tutta la Svizzera. Proprio gli Olgiati inaugurano oggi un emozionante omaggio al Giubileo con la mostra intitolata «Sulla Croce», forse non casualmente allestita alla vigilia della settimana pasquale. Anche in questo caso si tratta di un'esposizione concentrata ma densa di qualità, sia per l'importanza delle opere che spaziano dal barocco al contemporaneo, sia per il fil rouge curatoriale che ha selezionato in parte lavori della collezione, in parte prestiti museali. Un tema tutt'altro che facile da gestire, quello pensato da Danna Olgiati, considerando la vastissima produzione scaturita nella Storia dalla riflessione sul rapporto tra arte e sacro. In realtà, il percorso attraverso opere spesso inedite per il grande pubblico - dipinti, fotografie, sculture e bassorilievi - approfondisce in una chiave nuova e profonda il tema della sofferenza che soggiace al simbolo della croce. Nulla di apparentemente sacro, nell'accezione classica, parrebbe emergere dalle opere di Lucio Fontana, Alberto Burri, Marino Marini, Adrian Paci, quanto una religiosità laica che afferisce alla disperata necessità spirituale della società contemporanea. «Di fronte al disastro globale del pianeta - dice Giancarlo Olgiati - ritorna più attuale che mai la frase pronunciata da Benedetto Croce nei confronti del nazismo: e cioè che non si può non tornare ai valori cristiani, unica medicina possibile contro le spinte totalitariste dell'uomo». La mostra, che ha il patrocinio del Vicariato di Roma, ha selezionato alcuni di quegli artisti che nelle varie epoche hanno saputo esprimere il martirio civile, «come quello dei corpi abbandonati dal mare sulle nostre spiagge e a cui non è possibile abituarsi» ha commentato Danna Olgiati. Tra questi Fontana, rappresentato dai quattro bassorilievi «L'Ascensione», «Deposizione», il «Cristo» e la scultura in ceramica «Testa di fanciullo», quest'ultima opera in commovente dialogo con il «Bambino ebreo» di Medardo Rosso. Non mancano emozionanti sorprese, come l'«Ex voto a Santa Rita da Cascia» di Yves Klein, frutto dei pellegrinaggi dell'artista al santuario della santa dei casi impossibili. Parte integrante della mostra è un «catalogo» realizzato in formato tabloid che raccoglie importanti contributi critici tra cui quello di Alberto Salvadori, direttore del Museo Marino Marini di Firenze, e che è stato allegato in 35mila copie al Corriere del Ticino. Un format che - come ha sottolineato Giovanna Masoni Brenni, responsabile dell'Area cultura e vicesindaco di Lugano - «ben si sposa con una strategia che vuole fondere alta qualità della proposta culturale e vasta accessibilità».