Luigia sfrattata nonostante pagasse l'affitto. Il Comune l'ha aiutata

Lo chiama «piccolo nido» con la voce sottile di chi ancora non crede a quel che è accaduto. «Sì, sì, un nido tutto mio, sembra un sogno!». Le cose stanno ricominciando a girare per Luigia D'Angelo, 39 anni, cacciata da un giorno all'altro dal suo appartamento di Cormano, al nono piano di via Gramsci 42, per il quale pagava un regolare affitto, perché il suo ormai ex padrone di casa aveva venduto l'abitazione a sua insaputa a un'ucraina. E quando Luigia e la sua coinquilina Luisiana (madre di un figlio di 6 anni) gli aveva fatto causa in tribunale che aveva rigettato l'istanza d'urgenza dell'ucraina permettendo alle due ragazze di restare in casa, una sera di settembre, tornando dal lavoro, l'ex padrone di casa si era presentato sull'uscio insieme alla nuova proprietaria dell'appartamento, mostrando la sconosciuta che s'impadroniva dell'abitazione (con tutto quel che conteneva), la serratura della porta d'ingresso cambiata, mentre gran parte degli effetti personali di Luigia e Luisiana giacevano già da qualche ora in sacchi neri della spazzatura in una via periferica di Milano. A Luigia per poco non era preso un colpo. E mentre l'amica trovava rifugio a casa della madre insieme al suo bambino, a lei non era rimasto altro che dormire in macchina, la sua Citroën parcheggiata dietro lo stabile di via Gramsci. Nel frattempo, però, emotivamente a pezzi, aveva perso anche il lavoro come barista e si era dovuta rivolgere al Cps (Centro psico sociale) di Cusano Milanino perché era finita in depressione. Sola al mondo, senza un soldo, la donna, disperata e, sostenuta semplicemente dal suo legale Andrea Barelli, decide di accettare l'ospitalità disinteressata di un amico che abita a Palazzolo Milanese. Un «angelo» che, per un mesetto, l'ha tenuta in casa nutrendola e offrendole un vero e proprio rifugio.

Poi l'articolo su Il Giornale, le televisioni. E qualcosa si è mosso . «Il comune di Cormano ha deciso di aiutarmi con le sue assistenti sociali a trovare una stanza o appartamentino dove poter vivere, affitto permettendo. Tuttavia, fino a quando non ho firmato il contratto non ne parlo» ci aveva anticipato trepidante Luigia nei giorni scorsi. Martedì la consegna dell'abitazione: un monolocale al piano rialzato in via Villoresi, in una palazzina su due piani, nuova, a Desio. «Non sono nemmeno 30 metri quadrati, con la cucina a vista, ma per me è una reggia! - afferma Luigia -. Avevo un po' di denaro da parte, l'affitto è modesto e spero di riuscire a trovare un impiego».

«Purtroppo, oltre al lavoro, mi mancano i mobili: l'ucraina si rifiuta infatti di darmi tutti quelli, di mia esclusiva proprietà, lasciati nella casa vecchia: il letto, il frigorifero, la lavatrice, la cucina, la camera da letto con armadio. Siamo in ballo con gli avvocati: viste le mie pessime condizioni economiche mica dovrò ricomprare tutto?».