Lukather, il pop-rock della chitarra dei Toto

Stasera e domani in versione solista per quattro show (due a sera, alle 21 e alle 23, ingresso 55/50 euro) al Blue Note di via Borsieri. Poi il prossimo 20 giugno all'Ippodromo di San Siro in concerto con i «suoi» Toto per un viaggio in 35 anni di successi. C'è tanta Milano nell'attività live di mister Steve Lukather (nella foto), uno dei pochi campionissimi della chitarra pop-rock ancora in circolazione.
Classe 1957, originario di San Fernando Valley, California, Lukather ha lavorato al servizio di Michael Jackson, Cher, Paul McCartney, Rod Stewart, Van Halen e Barbra Streisand, Hall & Oates e per decine di altre star della musica internazionale, anche se va detto che il suo momento di gloria l'ha conosciuto suonando con i Toto, leggendario sestetto che ha contribuito a fondare sul finire degli anni Settanta assieme ai fratelli Porcaro e al tastierista David Paich. Un'esperienza a dire poco fortunata. Basti ricordare lo straordinario successo di vendite di «Toto IV», l'album della consacrazione (uscito nel 1982), che fruttò Oltreoceano la bellezza di sette Grammy Awards grazie a due hit planetarie, all'insegna del pop-rock radiofonico e senza spigoli, come «Rosanna» (dedicata all'attrice Rosanna Arquette, a quel tempo fidanzata - in crisi - proprio di Lukather) e «Africa». Rallentata, per certi versi naturalmente, l'attività dei Toto, il chitarrista californiano che da oltre 20 anni si è dedicato alle produzioni discografiche in proprio. Leggi: album solisti, suonati e cantati da sé, facendosi accompagnare, spesso e volentieri, da colleghi ed amici eccellenti. Come nel caso dell'ultimo disco, «Transition», uscito a gennaio, per la realizzazione del quale ha condiviso studio e strumenti con il bassista Nathan East (nella formazione tipo dei Toto dopo la reunion del 2010), Chad Smith (il batterista dei Red Hot Chili Peppers) e Phil Collen (chitarra solista dei Def Leppard).