L'ultima sfida di Prada: un centro culturale con vista sull'Ottagono

Apre domani l'Osservatorio al quinto piano Uno spazio pubblico per la fotografia e l'arte

Marta Bravi

Un Osservatorio sulle volte di cristallo dell'Ottagono e un osservatorio sulle tendenze ed espressioni della fotografia contemporanea. Apre domani al pubblico (dalle 14 alle 20 dal lunedì al venerdì, e dalle 10 alle 20 nel week end) in Galleria «Osservatorio», il nuovo spazio culturale della maison, sopra il negozio uomo (il biglietto costa 10 euro, gratuito per gli under 18 e ridotto per gli under 26, permette di visitare anche le altre mostre della Fondazione). Dopo la scommessa vincente della sede di largo Isarco, ora Prada si rivolge alla città con uno nuovo spazio pubblico, dedicato alla fotografia e rivolto, in particolare, ai giovani. Gli ottocento metri quadrati di superficie espositiva si sviluppano al quinto e al sesto piano, mentre al primo si trova lo spazio dedicato al food, affidato alla storica pasticceria Marchesi, come previsto dal bando del Comune vinto nel novembre 2011. Prada ha ristrutturato gli interni dell'edificio ricostruito dopo i bombardamenti del 1943, aprendo delle grandi finestre sul tetto dell'Ottagono di Mengoni. Di questo spazio «si volevano impossessare tutti, inglesi, francesi. Così noi abbiamo detto: dobbiamo tenerlo» ha raccontato Miuccia Prada spiegando il motivo per cui ha deciso di partecipare al bando.

«Non volevamo una dependance della fondazione ma qualcosa di educativo per i giovani», ha raccontato ancora. Il riferimento è alla sede della Fondazione in largo Isarco, tra via Ripamonti e corso di Porta Romana. Nata come una cattedrale nel deserto, nonostante sia ben collegata con i mezzi, ora è diventato il cuore pulsante di un quartiere che sta cambiando. Un'iniziativa, quella della sede disegnata da Rem Koolhaas di cui il New York Times, sei mesi fa ha scritto: «Ora c'è un buon motivo per andare a Milano» ricorda Astrid Welter, responsabile della programmazione.

In centro l'Osservatorio sulla fotografia che, ha aggiunto Miuccia Prada «ho scoperto essere un fondamentale osservatorio sul mondo dei giovani che si fotografano non per sé ma per rimettere le immagini in circolo. Ho scoperto che fanno cose pazzesche e sicuramente imparerò dalla fotografia». La mostra allestita fino al 12 marzo 2017, si intitola «Give Me Yesterday» ed è dedicata alle opere di 14 giovani artisti internazionali (nati fra il 1975 e il 1994). Articolata su due livelli la collettiva si apre con alcuni progetti che pongono le fondamenta del «nuovo diario fotografico» racconta il curatore Francesco Zanot. Quello che era il diario intimo diventa social e quindi pubblico all'ennesima potenza. «La maggiore consapevolezza riguardo l'onnipresenza della macchina fotografica nella vita di tutti i giorni - spiega Zanot - porta alla diffusione di un atteggiamento di costante tensione recitativa e performativa. La fotografia non è più registrazione dei fatti in stile documentario, ma frutto di una continua messa in scena».

Settimana scorsa ha inaugurato la fondazione Feltrinelli, oggi un altro privato apre un centro culturale in città. «Fondazione Prada, Hangar Bicocca e Fondazione Feltrinelli sono lo specchio della fortuna industriale di Milano e di un perfetto equilibrio tra pubblico e privato - commenta Welter -. Privati che vogliono anche restituire e dare a Milano qualcosa».