Lunga catena umana: «Contro l'odio»

In corteo sindaco e ministro. Un leghista: «Propaganda anti-Trump»

Una lunga catena umana. Un corteo arrivato al memoriale del Binario 21 e partito da via Plinio 20, dove qualche giorno fa davanti alla casa di Dante Coen, deportato dai nazisti durante la seconda guerra mondiale, è stata sfregiata la «pietra d'inciampo» messa a ricordo della Shoah. Così Milano ha risposto allo sfregio vandalico, con un corteo cui hanno partecipato anche il sindaco Giuseppe Sala e il ministro della giustizia Andrea Orlando. «Una risposta garbata ed educata come Milano sa fare» ha dichiarato Sala. E «ha fatto una cosa molto milanese - ha detto alla figlia di Coen - subito dopo lo sfregio, ha pulito con l'acquaragia quello che i vandali avevano scritto». Poi, nel corso di un breve intervento davanti alla «Porta della Memoria» realizzata in piazza Lima, davanti a migliaia di persone, ha aggiunto: «Ribatteremo colpo su colpo quando qualcuno mette in discussione il valore della democrazia. Non siamo qui per dovere, ma per il piacere di fare una cosa giusta». Sala ha parlato anche del pericolo di un ritorno in Europa di echi neonazisti: «Un po' di preoccupazione c'è» ha detto. Il fatto è che «ci sono segnali di voglia di autoritarismo e dell'uomo forte' - ha aggiunto - logiche lontane dalla democrazia, per cui anche in questo Milano deve dare l'esempio». A proposito della manifestazione organizzata da Forza Nuova all'Arco della Pace, in particolare, a chi gli chiedeva se non ritenesse che il presidio avrebbe dovuto essere affrontato con più intransigenza, ha risposto che «parlando con il questore mi sono reso conto che tecnicamente non si può». Il monito del ministro: «Vi sono fasce di popolazione - ha detto Orlando - convinte da una propaganda d'odio e da una capacità sistematica di mistificazione di chi sostiene che per difendere la nostra sicurezza o il nostro benessere è necessario rinunciare a questi valori. Noi dobbiamo dire che non è così e che la nostra Europa non accetta xenofobia, omofobia né antisemitismo».

I toni dei protagonisti della catena umana non sono piaciuti a tutti: «Ho firmato e votato con convinzione la mozione di condanna per il vile imbrattamento di una pietra d'inciampo dedicata a Dante Coen - ha scritto per esempio il leghista Gianluca Boari, consigliere del municipio 3 - Con mio grande disappunto ascoltando il sindaco e a seguire il ministro ho assistito a una squallida propaganda politica con riferimenti alle politiche dell'immigrazione di Orban e Trump».