Una lunga notte bianca nel segno di Frank Zappa

Anche lui ribelle, e anche lui inafferrabile: nelle scelte, nelle sonorità e negli stili. Quindi, un po' come Zorro. Non male il titolo «Nel segno di Zappa», immaginato per celebrare - in una suggestiva serata oggi presso l'Auditorium di Largo Mahler (ore 18, ingresso 25 euro, info Barley Arts 02.688.40.84) - il genio di Frank Zappa, compositore e sperimentatore unico nel suo genere che in questo mese «danza» tra due anniversari a lui legati: il 21 dicembre il creativo di Baltimora avrebbe festeggiato il suo settantatreesimo compleanno (classe 1940, la stessa di John Lennon, un artista a lui affine per il fatto di essere icona «intellettuale» e vivere nella cornice della cosiddetta «controcultura» newyorchese negli anni Settanta), mentre il 4 dicembre il calendario ha ricordato i vent'anni esatti della sua morte. Celebrazione in musica, parole e immagini quella attesa all'Auditorium e che rientra a pieno titolo nell'Autunno Americano che ha costruito un metaforico ponte culturale tra Milano e gli States, con iniziative come quelle delle mostre dedicate a Andy Warhol e a Jackson Pollock a Palazzo Reale. La musica griffata con la zeta di Zappa, in questa serata evento (a dire il vero una «notte bianca», curata dall'orchestra Verdi e da Barley Arts) prevede come avvio la presentazione, moderata dal giornalista e scrittore Ezio Guaitamacchi nel foyer di Galleria dell'Auditorium, del libro-intervista di Alessandra Izzo «Frank e il Resto del Mondo», fonte di testimonianze provenienti dalla sorella del musicista, Patrice «Candy», da Bunk Gardner dei Mothers of Invention, dall'attore Rutger Hauer che ne fu sincero amico e dal fondatore di Barley Arts Claudio Trotta che portò Zappa in Italia nel 1988. L'appuntamento sarà l'occasione per discutere di temi zappiani con lo stesso Trotta, Luigi Corbani della Verdi, il produttore e collezionista Giancarlo Trombetti e l'armonicista blues Fabio Treves, che ebbe l'onore di suonare - unico italiano, proprio nella tournée del 1988 - insieme al geniale autore di «Freak Out!», l'album del 1966 che - dice la storia - ispirò gli stessi Beatles per la realizzazione di «Sgt.Pepper». Seguirà la proiezione di immagini di repertorio (esibizioni dal vivo di Frank Zappa and the Mothers of Invention, partecipazioni a trasmissioni tv...) , un'imperdibile sintesi di quindici ore di materiale raro selezionato da Giancarlo Trombetti. Alle ore 20.30 lo spazio sarà tutto, e finalmente, per la musica: l'Orchestra Verdi diretta dal Maestro Danilo Grassi affronterà le partiture originali di «The Yellow Shark» di Zappa (ultimo suo album, uscito postumo), alcuni altri passaggi zappiani e, in una sorta di simbolico dialogo a cavallo dei decenni e degli stili, brani musicali di compositori studiati e venerati da Zappa, come Igor Stravinskji («Ragtime») e Edgar Varèse («Intégrales»). Alle ore 22 la musica di Zappa resta regina ma si veste delle sonorità più moderne ed elettriche del rock: la tribute-band Ossi Duri insieme ad Elio delle Storie Tese e al già citato Fabio Treves si muoverà musicalmente attraverso i vari album di Zappa degli anni Settanta, come il triplo album «Joe's Garage» e «Sheik Yerbouti», del 1979. A chiudere, dalle ore 23.30 retrospettiva video dell'artista, con filmati rari di concerti e di interviste.