Lutto, l'addio a De Albertis una vita tra arte e palazzi

Il presidente di Triennale e Ance si è spento a 66 anni Ha lavorato fino all'ultimo. Domani camera ardente

Sabrina Cottone

L'ultimo mattoncino del costruttore votato alla cultura è stato il biglietto unico valido per la Triennale di Milano e il Maxxi di Roma, presentato l'altro ieri, primo dicembre, alla vigilia della sua morte. A fine settembre scorso, in un'uscita pubblica importante, Claudio De Albertis aveva dato prova davanti a tutti di quel che i suoi amici e anche la grande cerchia di chi lo conosceva più o meno da vicino sapeva da sempre: lottava come un leone contro la malattia ed era un solido ottimista.

Forse non tutti erano a conoscenza che un tumore lo stava consumando lentamente, rubandogli la voce, un rene, un polmone. Così, quando era arrivato alla Triennale il gotha della finanza, dell'edilizia, dell'impresa e della cultura, e anche Matteo Renzi, il presidente Claudio De Albertis si era presentato puntuale per fare gli onori di casa, aveva salutato gli ospiti ed era subito andato via stremato.

Un episodio che ne rivela tanti altri, piccoli, quotidiani e nascosti. Lui continuava a lavorare e a parlare, col tono basso, dolce e faticoso di chi non si rassegna a perdere amicizie, relazioni, semplici chiacchiere di persona o al telefono, sempre acceso. Martedì scorso era nella Triennale che aveva rilanciato a lavorare, mercoledì ha diretto un consiglio d'amministrazione da casa, ha sentito i suoi collaboratori fino a giovedì mattina. Poi venerdì sera, ieri, Claudio De Albertis è morto a 66 anni nella sua casa di Milano, lasciando la compagna Sonia e i due figli Edoardo e Regina. La camera ardente sarà allestita da domani mattina alla Triennale.

Storico presidente di Assimpredil, l'associazione dei costruttori milanesi in cui è attivo dal 1981, figlio di costruttori, cresciuto nell'impresa di famiglia, la Borio Mangiarotti, si era appassionato di riqualificazione urbana e ambiente. Vicepresidente dell'In-Arch, l'istituto nazionale di architettura, con incarichi didattici al Politecnico, è stato vicepresidente della finanziaria Ernesto Breda e componente della giunta della Camera di Commercio, nei cda di tante altre società, da Gabetti a Confidi. Un elenco che potrebbe sembrare arido ma racconta gli interessi vari che coltivava.

Non pensava solo al lavoro. Sportivo appassionato, era un tifoso sfegatato dell'Inter. Amava la corsa e più ancora la maratona. Non se ne perdeva una, volando tra New York, Roma, Parigi. Sempre garbato, nel 2010 aveva lanciato l'allarme contro il rischio di infiltrazioni mafiose delle imprese nei primi appalti per l'Expo. Con un curriculum come il suo, era quasi impossibile che non arrivasse la tentazione della politica. Sua sorella Carla è stata a lungo assessore alla Salute di An. Lui, Claudio, aveva un profilo più moderato e ormai quasi centrista.

Forse era troppo tardi anche per chi aveva imparato a vivere come se il cancro non esistesse quando, alle ultime elezioni per Palazzo Marino, il suo nome aveva iniziato a circolare tra i possibili candidati del centrodestra. Ma a Claudio De Albertis ha fatto certamente piacere che abbiano pensato a lui.