M4, la chiusura di corso Europa slitta all'autunno

Si continuano a trovare reperti: ritardi fino a un anno in 5 cantieri. Telecamere a Segneri

Blocchi di mura romane, tombe scheletri. Il passato e il futuro che si scontrano, non è un eufemismo. I continui ritrovamenti di reperti archeologici stanno ritardando i lavori della M4, la metropolitana che collegherà Linate a San Cristoforo passando per San Babila. E proprio l'area del centro è tra le più critiche. Corso Europa doveva chiudere al traffico da fine luglio per i prossimi cinque anni, ma intanto la data slitta già all'autunno. Per bloccare corso Europa va prima riaperta via Cavallotti, con senso di marcia invertito (si potrà andare da corso Augusto verso corso Europa e svoltare da lì verso via Larga) ma durante i lavori per lo spostamento della fognatura Mm continuano a spuntare resti delle terme erculee quindi, come ha ammesso l'assessore alla Mobilità Marco Granelli, «è uno stop and go». Bisogna fermare le opere, far intervenire la Sovrintendenza e aspettare il via libera per proseguire. Sono cinque le aree più critiche, dove i ritardi rispetto al cronoprogramma ondeggiano tra gli otto e i dodici mesi. Oltre a via Cavallotti ci sono Sant'Ambrogio, Sforza/De Amicis, Tricolore e, fuori dal centro, Lorenteggio/Tolstoj. In zona De Amicis in particolare è stata ritrovata una parte consistente delle antiche mura romane: parte dei blocchi saranno smontati e rimontati nella futura stazione M4, un'altra parte nel vicino Anfiteatro. Granelli tiene a precisare che in altre aree, vedi la tratta tra piazzale Susa e Tricolore, «siamo invece in anticipo di un mese», anche se lì la talpa ha già individuato almeno nove pozzi di inizio '900 molto profondi, altri se ne aspettano i tecnici che studiano vecchie mappe per evitare che le talpe non si incastrino. Dopo l'estate Comune e Mm presenteranno il cronoprogramma aggiornato dell'opera: Granelli precisa che l'obiettivo rimane quello del 2022, scritto sulle cesate dei cantieri, ma chissà che su qualche stazione Palazzo Marino non sia costretto a spostare il taglio del nastro. A quanto sembra invece potrebbe aprire in anticipo di un anno non solo la tratta aeroporto di Linate-Forlanini ma anche altri pezzi di linea. «Stiamo valutando, annunceremo dopo l'estate» l'assessore non si sbilancia. I comitati intanto continuano a chiedere soluzioni per la sicurezza nelle aree di cantiere: cesate trasparenti o a specchio (ma ci sarebbero intoppi legislativi), occhi elettronici e più illuminazione. Per ora le telecamere dovrebbero arrivare nel cantiere critico di via Segneri.

Qualche polemica invece sui fondi spesi per consultare i milanesi sulla decorazione delle cesate. Due giorni fa sono stati raccolti durante un evento in Triennale 557 voti sui 61 progetti presentati da associazioni o singoli cittadini per la vestizione dei cantieri. Il budget per l'operazione: 225mila euro per la «call pubblica» e 205mila (meno) per la decorazione vera e propria. «É importante coinvolgere i cittadini - premette il capogruppo di Fi Gianluca Comazzi - ma se mettiamo 225mila euro per capire come decorare le cesate e meno per farlo si rischia una spesa squilibrata».