M4 finita a luglio 2023 rinviando le fermate di Sforza e De Amicis

Continuano i ritardi per la nuova linea Residenti e negozi chiedono più indennizzi

Chiara Campo

Le cattive notizie non arrivano mai tutte insieme. E la giunta venerdì scorso deve aver pensato in effetti di centellinare la medicina amara per i residenti e commercianti che già faticano a reggere l'urto dei cantieri M4. Il Comune ha fatto sapere che oltre a costare 313 milioni di euro in più, la futura linea blu aprirà nettamente in ritardo. La prima tratta Linate-Forlanini Fs immaginata per l'inaugurazione di Expo 2015 sarà inaugurata al pubblico il 31 gennaio 2021. Il secondo tratto fino a Dateo aprirà il 30 giugno 2022 e quello fino a San Babila a dicembre 2022. Il resto della linea (in ritardo di circa un anno e mezzo) sarà completato il 31 luglio 2023. Ma solo ieri in Commissione a Palazzo Marino i consiglieri e comitati presenti hanno scoperto che alla data indicata come deadline mancheranno ancora due fermate. I treni viaggeranno lungo tutta la linea ma non faranno stop a De Amicis e Sforza-Policlinico prima di dicembre. Causa del ritrovamento dei reperti storici e del trasferimento della camera mortuaria del Policlinico mantenendo le prescrizioni della Sovrintendenza, così ha spiegato l'assessore alla Mobilità Marco Granelli. A luglio 2023 non sarà pronto neanche il passaggio diretto tra M4 e M2 alla stazione di Sant'Ambrogio. Commercianti e residenti in allarme chiedono indennizzi.

La portavoce del comitato Foppa-Dezza-Solari fa presente che i problemi legati a sottoservizi e ritrovamenti «erano previsti nei documenti del Cipe fin dal 2014, si sarebbe dovuto fare qualcosa ben prima. La giunta ora deve prevedere qualche forma di indennizzo anche per i residenti che sopportano più di tutti gli altri i ritardi». Il capogruppo del Pd Filippo Barberis si è detto favorevole a benefit fiscali. E il portavoce dei commercianti di via Lorenteggio, Gaetano Bianchi, avverte che i negozianti «sono quelli che hanno sofferto di più a causa dei cantieri M4, è stato un dramma, in troppi hanno chiuso». Chiede anche al centrosinistra di condividere la mozione che i gruppi di opposizione presenteranno questa sera nel Municipio 6 per chiedere «indennizzi per i commercianti danneggiati, compreso l'abbattimento dell'Irap». Il presidente della commissione di controllo sulle Partecipate Fabrizio De Pasquale (Forza Italia) ricorda che «il progetto di Salini-Impregilo per realizzare la M4 era stato scelto perché rispetto al secondo arrivato della società Pizzarotti costava meno e finiva prima. Ora abbiamo 313 milioni di costi in più e 15/20 mesi di ritardi. E ci sono troppi lavori a singhiozzo perché le responsabilità sono frammentate tra Comune, Mm e società concessionaria M4». É «inutile raccontare, come fa la giunta, che i costi sono nella media europea: durata dei cantieri e indennizzi a proprietari e commercianti non lo sono. Se i ritardi aumentano è giusto che aumentino anche i bandi per i commercianti e gli sgravi fiscali per i residenti che devono sopportare nove anni di cantieri».

Commenti

LUCATRAMIL

Gio, 07/06/2018 - 09:04

Ridicoli i commercianti he si lamentano dei cantieri del Metro: prima preferiscono il metrò a scapito del tram, malgrado dal tram centinaia di migliaia di passeggeri possano vedere le loro vetrine ed essere invogliati a visitare i negozi, menre col metrò li ignorano, poi si lamentano dei cantieri che a MI esistono dagli anni'50 per la creazione dei metro. Ormai le rimanenti linee di forza si possono fare coi tram, meno costosi e con cantieri più semplici (nel mondo, a Milano durano troppo, vedi Rozzano).

qwewqww

Gio, 07/06/2018 - 15:37

Ah ah ah, ma cosa vi aspettavate dalla Salini-Impregilo un'impresa edile romana che vive sulle commesse statali che più si gonfiano meglio è, per le sue tasche?