M4, venti negozi per i commercianti in crisi

Il Comune offre spazi a canone agevolato per le attività danneggiate dai cantieri

Da corso di Porta Ticinese a via Palmanova, da corso Garibaldi e via Solari a via Pepe o Via Borsieri all'Isola. Sono alcuni degli indirizzi dei 20 spazi di proprietà comunale che l'amministrazione mette a disposizione a canone scontato per le imprese danneggiate dai cantieri M4. Si parla di negozi, laboratori e uffici attualmente sfitti, di dimensioni variabili (tra i 22 e i 116 metri quadrati).

«Offriamo un nuovo aiuto tangibile per tutti gli esercizi maggiormente penalizzati dalla presenza dei cantieri della M4 che hanno bisogno di sedi alternative o aggiuntive per proseguire la propria attività - ha spiegato l'assessore alle Attività produttive Cristina Tajani -. Spazi che per molte piccole imprese possono rappresentare anche il punto di partenza di una nuova esperienza. Il Comune ha già messo a disposizione 6 milioni di euro a sostegno delle attività che subiscono i disagi dai cantieri del metrò. Ma non ci fermiamo».

Gli spazi saranno messi a disposizione tramite bando, rivolto esclusivamente ai titolari delle imprese che potrebbero avere necessità di aprire una nuova sede per proseguire la propria attività. Attenzione però: molti degli spazi messi a disposizione sono piuttosto lontani dal tracciati di M4, alcuni dalla parte opposta della città, quindi dalle sede attuale di queste attività.

Il costo? È prevista una riduzione del 40% sul canone annuo di affitto ordinario (per il periodo di durata dei cantieri) per gli immobili all'esterno della Cerchia dei Bastioni e del 20% per quelli all'interno. Gli oneri di manutenzione saranno a carico dei locatari.

«Lo sconto per gli spazi che il Comune vuole dare ai negozianti è ridicolo - attacca Riccardo De Corato capogruppo di Fratelli d'Italia in Regione - visto che il commerciante dovrà continuare a pagare anche l'altro affitto o il mutuo. Non è quello che i milanesi coinvolti nei cantieri si aspettavano. E certo non è quello che avevamo chiesto come FdI in sede di bilancio: si parlava di 10 milioni per aiutare i negozianti in ginocchio».