Macao, il Pd boccia lo sgombero della palazzina

Centrodestra all'attacco: «Vale 11 milioni». Marcora vota a favore e chiede a Sala di riferire

Chiara Campo

Persino Enrico Marcora, consigliere della lista Sala «Noi Milano», chiede al sindaco di riferire in aula. Dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi su «accordi in corso con gli occupanti abusivi del Leoncavallo e di Macao - afferma -, credo sia venuto il momento che Beppe Sala venga in consiglio a spiegare tempi, modi e forme di queste trattative» anche «per poter dare ai consiglieri maggiori nozioni per esprimere giudizi chiari ed avveduti». In aula ieri si discuteva l'ordine del giorno presentato dal consigliere di Forza Italia Pietro Tatarella sullo sgombero del centro sociale Macao dalla palazzina liberty di viale Molise che a breve Sogemi cederà al Comune. Valore stimato per due palazzi gemelli: 22 milioni, si può calcolare approssimativamente che quello occupato impunemente da sei anni dal collettivo valga circa la metà. Per risparmiare una seduta evidentemente imbarazzante al sindaco, Pd e sinistra radicale bocciano la richiesta (accolta dall'opposizione) di sospendere la discussione sull'odg per permettere a Sala di essere presente. Quindi si procede quindi e il Pd boccia lo sgombero insieme a Milano Progressista e al consigliere civico Marco Fumagalli. Favorevole tutto il centrodestra, il Movimento 5 Stelle e lo stesso Marcora, ma l'odg è respinto. «É un bene pubblico che vale 11 milioni di euro» contesta il capogruppo della Lega Alessandro Morelli. Quello di Forza Italia Fabrizio De Pasquale calcola che «organizzando concerti e cene e non pagando tasse, occupazione del suolo e sottraendo alla comunità luce e gas i compagni di Macao guadagnino circa 30mila euro a settimana. Sono esperienze che vivono per fare soldi e non pagare le tasse». Il capogruppo M5S Simone Sollazzo fa presente che «al di là delle simpatie il rispetto della legalità dovrebbe essere il metro di giudizio per votare». E Tatarella ricorda «al sindaco che si dice ossessionato dalle periferie» che «con 22 milioni di euro in più si riuscirebbe a fare qualcosa in più».

Nella riunione dei capigruppo convocata per oggi si tornerà anche sulla rissa sfiorata durante l'ultima seduta, quando a sorpresa Milano Progressista ha presentato un testo che chiedeva in soldoni di regolarizzare Macao. David Gentili, consigliere della sinistra e presidente della Commissione Antimafia, ha reagito alle provocazioni del centrodestra con insulti e arrivando a pochi centimetri da Tatarella. Ieri ha chiesto scusa all'aula «per un linguaggio e una reazione ingiustificata». Il presidente del Consiglio Lamberto Bertolè che di fronte alla bagarre scoppiata tra le parti ha chiuso in anticipo la seduta, ha dichiarato che «quanto avvenuto è inaccettabile e approfondiremo il tema». Oggi la resa dei conti.