La magia degli Emirati e il deserto in Moldova: ecco promossi e bocciati

Una classifica dei padiglioni dell'Esposizione Il più amato è il Nepal, il più kitsch quello Ceco

Scenografici, avvenieristici, ludici. I padiglioni di Expo hanno dato vita a un enorme Luna Park. Non tutti, va detto, hanno azzeccato il tema dell'Esposizione. Ma per valutare i contenuti e le proposte sull'alimentazione c'è tempo. Per ora la gente giudica l'impatto scenico. Ecco i primi promossi e bocciati.

FOTO DI CLASSE IN BRASILE

Se la hit parade dei padiglioni Expo si dovesse scrivere in base al numero di foto di classe scattate, senza dubbio il podio smetterebbe al Brasile, meta immancabile delle scolaresche. Piace il corridoio sospeso di Arthur Casas: una rete metallica mobile che conduce in un viaggio attraverso suoni, immagini di ortaggi e frutti brasiliani.

IL PIÙ AMATO: IL NEPAL

Non è ancora finito ma il Nepal è tra i padiglioni più amati. Simula un percorso di trekking in mezzo alle colline ma un nastro bianco e rosso delimita l'accesso alla pagoda, al momento chiusa. Parecchi operai hanno perso i parenti durante il terremoto di aprile e hanno lasciato incompleti i cantieri. I visitatori sono solidali e chiedono informazioni sulla tragedia.

MAGIA EMIRATI ARABI

L'atmosfera, soprattutto al tramonto, è magica al padiglione degli Emirati Arabi. Il percorso si snoda tra pareti di sabbia increspata che danno l'effetto delle dune. E una guida virtuale spiega come il paese è riuscito a coltivare nonostante la siccità.

I PROFUMI DELLA FRANCIA

Dal profumo di lavanda a quello della baguette appena sfornata. La Francia provapunta sul concreto. Nessuna suggestione virtuale, nessuna proiezione, ma i prodotti tipici veri appesi alle pareti come in un mercato. La gente si perde nel labirinto all'ingresso fra pannocchie, viti e campi di ortaggi.

IL PIÙ FRESCO: L'AUSTRIA

Il padiglione dell'Austria si sta rivelando un'oasi refrigerante per i visitatori di Expo, accaldati dalle maratone lungo il Decumano. Gli alberi all'ingresso riproducono il microclima di un bosco austriaco. E senza bisogno di condizionatori, si può beneficiare del fresco naturale prodotto dalle piante.

LUNA PARK OLANDA

Piace a tutti la soluzione adottata dall'Olanda che riproduce, a cielo aperto, una fiera di paese, con baracchini che vendono hot dog e pancake. All'ora dell'aperitivo le pinte di birra si possono sorseggiare a bordo di una mini ruota panoramica.

TURKMENISTAN CONCRETO

Mette un po' di soggezione la gigantografia del capo di Stato all'ingresso, ma per il resto il padiglione del Turkmenistan è tra i più concreti. O almeno tra quelli che rendono meglio l'idea di cosa si fa laggiù. Nessun effetto speciale né tecnologico ma una carrellata in mezzo ai manufatti e ai prodotti locali: dai tappeti al pane, dalle taniche di benzina alle stoffe.

RELAX COLOMBIA

Il percorso all'interno del padiglione è breve ma efficace e attraversa i cinque climi del paese, non soggetti alla stagionalità. Un'area all'ombra riproduce la tipica atmosfera colombiana, l'ideale per gustare un succo alla maracuja o uno dei numerosi tipi di caffè proposti.

REPUBBLICA CECA KITCH

Brutto è brutto, non c'è che dire. Ma nonostante l'orribile scultura (un'automobile che si trasforma in un uccello), il padiglione della Repubblica Ceca si è rivelato la sorpresa di Expo. Complice il caldo, c'è la fila per entrare qualche istante nella piscina. Dopo qualche tentennamento iniziale, ora la gente si immerge completamente.

IL DESERTO DELLA MOLDOVA

È in una posizione ottima ma il padiglione della Moldova è il meno frequentato di Expo. Moderno ma austero, non dà spunti ai visitatori. Eppure, altri paesi dell'Est europa hanno saputo rilanciare sulla semplicità delle strutture con un'animazione martellante fatta di balli, musiche. E gelati alla vodka.