La magia del piano di Pollini alla Scala che stasera rivisita Chopin e Debussy

Dopo otto mesi il maestro torna a suonare nella «sua» Milano

Ghiotto appuntamento con la musica concertistica. Stasera per la gioia degli appassionati torna sul prestigioso palcoscenico della Scala Maurizio Pollini, figura cardine della storia dell'interpretazione pianistica degli ultimi decenni e artista simbolo della nostra città. Pollini manca dal 16 novembre quando il suo ultimo concerto si era concluso con una standing ovation.

Stasera alle 20 Pollini rivisiterà pagine celebri tratte da Frederyk Chopin di cui eseguirà il Preludio in do diesis min. op. 45, Trois mazurkas, Deux nocturnes e lo Scherzo in si minore. Fra le pagine di Claude Debussy il maestro ha scelto dodici Preludes.

Da Bach a Boulez, da Mozart a Stockhausen, il repertorio di Pollini si contraddistingue per vastità e duttilità, che si riflettono anche nel programma impaginato per questo concerto dedicato ai due compositori che più di tutti hanno contribuito a fare del pianoforte lo strumento identitario di un intero secolo, l'Ottocento, e a conferire alla figura del pianista il ruolo di virtuoso per eccellenza. Le interpretazioni di Pollini hanno costituito un momento di svolta nella percezione di entrambi i compositori: al suo Chopin sottratto a indulgenze sentimentali e a vezzi salottieri corrisponde un modernissimo Debussy non più confinato alle brume dell'impressionismo.

Il concerto di stasera, realizzato con il sostegno di Credit Suisse, è stato preceduto giovedì scorso da un incontro riservato agli studenti dei Conservatori e delle Scuole Civiche di musica di Milano e Lombardia.

Maurizio Pollini ha debuttato alla Scala nel 1958 sotto la bacchetta di Thomas Schippers e da allora è tornato costantemente, in recital o in concerto con direttori come Celibidache, Abbado, Muti, Barenboim e Boulez, presentando pagine che spaziano dal Romanticismo alla musica contemporanea. Proprio al superamento delle barriere tra repertorio storico e musica di oggi sono stati dedicati i numerosi «Progetti Pollini» che l'artista ha presentato nelle maggiori sale da concerto internazionali.

Il nome di Maurizio Pollini evoca una carriera inestimabile, storia di uomo e d'artista riconosciuta in tutto il mondo, applaudita dal pubblico e dalla critica di ogni latitudine e di più generazioni. Protagonista da oltre quarant'anni presso tutti i maggiori centri musicali in Europa, America e Giappone, Pollini ha suonato con i più celebri direttori. Le orchestre più importanti del mondo hanno fatto a gara per accompagnarlo, così come le istituzioni concertistiche e i festival più prestigiosi hanno ospitato i suoi recital come evento d'eccellenza nei propri cartelloni.

Molti i riconoscimenti tributatigli. Tra i tanti l'Ehrenring, consegnatogli dai Wiener Philharmoniker (1987), il Goldenes Ehrenzeichen della Città di Salisburgo (1995), il Premio «Una vita per la musica Arthur Rubinstein» ricevuto a Venezia (1999) e il Premio Arturo Benedetti Michelangeli. Nel 1995 ha inaugurato il Festival di Tokyo dedicato a Boulez. Nello stesso anno e nel 1999 il Festival di Salisburgo gli ha affidato la progettazione di concerti che, rispecchiando i suoi molteplici interessi musicali, accostano nei programmi epoche e stili diversi. Decisamente intensa anche la sua discografia grazie alla quale ha ricevuto numerosi riconoscimenti. Nel 2013 l'Università Complutense di Madrid gli ha conferito la laurea honoris causa.