Malpensa in crisi e Venezia avanza Grandi manovre nei cieli del Nord

Come contrastare l'avanzata sul nordest degli aeroporti nell'orbita di Venezia? Ieri summit urgente tra gli uomini chiave degli scali lombardi: il presidente di Sea (ovvero di Linate e Malpensa) Pietro Modiano, il suo collega di Sacbo (Orio al Serio) Miro Radici, e il numero uno del fondo di investimento F2i Giuliano Asperti. La riunione era resa indispensabile dall'annuncio della settimana scorsa con cui la Save, società di gestione dell'aeroporto di Venezia, conglobava nella sua orbita anche gli scali di Verona e Brescia: una mossa aggressiva con cui i veneziani puntano esplicitamente al mercato business e turistico in una delle aree vitali del paese.
Per Sea un altro grattacapo: dopo il de-hubbing e la crisi nera di Malpensa, il progetto di espansione a est era uno dei pochi progetti concreti di tornare a svolgere un ruolo guida. Ma il progetto è andato a sbattere contro l'iper-attivismo dei veneziani: gente, per dare un'idea, che è appena salita quasi alla maggioranza assoluta dello scalo belga di Charleroi, e che in Italia lavora sull'integrazione aereo-ferro grazie alla presenza nel capitale di Centostazioni.
Davanti all'avanzata di Save, Sea e Orio al Serio decidono di correre ai ripari: e lanciano blandi dubbi sulla regolarità dell'operazione veneziana, parlando della necessità «che si chiariscano i connessi e non trascurabili aspetti formali e procedurali».