Mamma cinese appende bimbo a testa in giù: "Non voleva fare i compiti"

La donna usava metodi barbari perché il figlio (10 anni) non voleva fare i compiti

Una violenza incredibile, ingiustificata, contro un bambino di soli 10 anni. Botte e torture subite dalla propria madre e da quel cameriere che, in assenza del padre, si divertiva a fare lo zio. Violento, anche lui.

Una donna cinese di 34 anni, proprietaria di un ristorante, e un cameriere dello stesso locale sono stati rinviati a giudizio dal pm del tribunale di Milano con l'accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni. Come riporta Il Giorno, la vittima dei due aguzzini erano il figlio minorenne della donna che ha subito per lungo tempo le violenze della madre e dello "zio".

Una delle violenze peggiori è stata la punizione inflitta al piccola che non aveva svolto al meglio i compiti di scuola. È stato legato e appeso al letto a testa in giù, una violenza raccontata dallo stessa vittima al pm in aula. Non solo. Perché altre punizioni prevedevano la costrizione a mettersi in ginocchio per ore sui tappi di bottiglia e spesso veniva picchiato con una scopa o una bacchetta di bambù. E ancora: veniva costretto a fare docce con l'acqua gelata e a rimanere solo in casa senza riscaldamenti. Infine, spesso lo pungevano con uno spillone.

Ad attirare l'attenzione sul caso sono stati i vicini, dopo le loro denunce la polizia ha aperto le indagini.

Commenti
Ritratto di hardcock

hardcock

Lun, 27/07/2015 - 11:58

Spero che il giudice di turno non inventi uns fsvola per derubricare il tutto. Maurizio