Il manager degli appalti Expo davanti al gip resta in silenzio

L'uomo da tre milioni di euro arriva nel tardo pomeriggio di ieri al settimo piano del palazzo di Giustizia. Ad attenderlo c'è il giudice per le indagini preliminari Andrea Ghietti, per l'interrogatorio di garanzia. Il super manager di Infrastrutture Lombarde arrestato giovedì scorso con l'accusa di aver messo in piedi un sistema con cui alterare l'andamento degli appalti regionali, si presenta in tuta blu e scarpe da tennis. Dopo tre giorni a san Vittore, l'ex direttore generale di Ilspa Antonio Rognoni decide di non rispondere alle domande del giudice, rendendosi invece disponibile per un interrogatorio con il pubblico ministero la prossima settimana. Intanto, dalle nuove carte depositate emergono dettagli sull'uomo che dal vertice dell'Ilspa gestiva investimenti colossali. Come, ad esempio, la sua ricca busta paga.
In quattro anni, annotano gli investigatori della Guardia di finanza nell'informativa consegnata ai pm, ha percepito stipendi per un totale di circa tre milioni e 282 mila euro. Per gli incarichi di direttore generale di Infrastrutture lombarde e di amministratore delegato di Concessioni Autostradali Lombarde, infatti, ha dichiarato nel 2008 un reddito da lavoro dipendente di 781.328 euro complessivi, nel 2009 di 673.944 euro, nel 2010 di 921.685 euro e nel 2011 di 900.353. Non solo. Il manager, infatti, ha dichiarato redditi da fabbricati per 30.381 euro (2008), 35.770 euro (2009), 57.698 euro (2010). Nella ricostruzione della sua situazione patrimoniale e della sua famiglia - praticamente una radiografia contabile - gli investigatori hanno riportato che il manager, che dal 2008 lavora nel pubblico, il 2 agosto 2006, insieme alla moglie e ai genitori, ha costituito un fondo patrimoniale che comprende 17 immobili, tra appartamenti, negozi e relative pertinenze. L'anno successivo, nel 2007, Rognoni ha poi costituito un trust «denominato Trust Giatola, in relazione al quale ha dotato il trustee Project Life Trustee srl» di 2 milioni di euro. Nel 2010 i beneficiari di questo trust, che viene dotato di nuovi beni per 760 mila euro, sono infine diventati i figli.
E che i soldi non gli mancassero, emerge anche da alcune intercettazioni riportate nelle circa 700 pagine di informativa. «C'ho troppi soldi io sul conto - dice Rognoni in una telefonata del 19 luglio 2012 -, non va bene...questi fanno la patrimoniale entro Natale». L'interlocutrice cerca di tranquillizzarlo. «Questi se fanno la patrimoniale la fanno su tutto... il conto tuo è protetto perché è all'interno del “plus” che è la polizza assicurativa...». Ma Rognoni non sente ragioni. «Protetto un c..., perché c'ho una marea di soldi sul conto corrente».
E i soldi del manager sono per il Codacons «l'ennesima dimostrazione del fatto che in Regione Lombardia è indispensabile tagliare gli stipendi d'oro». Per questo, l'associazione che difende i diritti dei consumatori invita il governatore Roberto Maroni «a fare una seria spending review regionale e ad intervenire su stipendi dei super manager pubblici e consulenze».