Mancano 4mila firme per cancellare Area C

Ultima chiamata contro Area C. Il Pdl piazzerà banchetti «mirati» in tutta la città. Per tutto il weekend ad Orticola, preso d’assalto dagli appassionati di fiori e botanica, giovedì sera in largo La Foppa per puntare sulla movida del Radetzky, domani alla festa di via Lessona e nei parchi, per tutta la settimana (a turno) nei mercati comunali. Poco più di quattromila firme separano dal referendum abrogativo della delibera che dal 16 gennaio ha istituito Area C. Il super-ticket da 5 euro che ha cambiato abitudini e bilancio dei milanesi. «Siamo all’ultimo miglio» avverte il coordinatore cittadino Giulio Gallera lanciando la fase finale del «No area C Week». Domenica prossima è il termine ultimo per la raccolta delle 30mila firme necessarie per chiedere il ritorno alle urne. «Manca pochissimo e lo sforzo continua» spiega Gallera annunciando i cinquanta banchetti (l’elenco è pubblicato sul sito www.nonctassate.it) ma anche una nuova iniziativa, il «pony-express della firma», un sistema di raccolta a domicilio che mobiliterà ii rappresentanti del partito questa settimana, si recheranno a casa dei cittadini che segnaleranno la loro disponibilità a firmare al numero 334.2140589.
Per ora dunque sono oltre 26mila le firme di residenti anti-ticket raccolte dallo scorso febbraio - quando la campagna è partita un pò soft - e solo ai banchetti allestiti da metà aprile si sono messi in fila 6.537 milanesi stufi di pagare per entrare in centro. E forse non solo. «Rispetto a un anno fa quando in campagna elettorale si erano alzati i toni e la gente ci insultava ai gazebo del Pdl, ora non c’è più ostitlità anzi, ci ringraziano e fanno la coda per contestare Area C ma anche le altre azioni della giunta Pisapia, sono delusi». Un «buon segno per il centrodestra, essere tornati in mezzo alla gente ci ha dato un ritorno incredibile».
Accanto agli esponenti del Pdl c’è il segretario dell’Unione Italiana Gianfranco Librandi, che aveva promosso a sua volta una raccolta firme contro Area C sottoscritta da circa tremila cittadini, ma i movimenti si sono alleati per la stessa battaglia. Gallera ammette che dalla gente incontrata ai banchetti «sentiamo ogni tipo di protesta». Quella dei commercianti del centro che hanno visto calare drasticamente il movimento e gli incassi - non è solo colpa della crisi - continua anche con i cartelli anti-Pisapia appesi alle vetrine. Ma «ci sono anziani residenti in zona 1 che si lamentano perchè i figli vanno a trovarli meno spesso, o se vivono con loro, anche se escono dall’ufficio alle 17.30 stanno in giro due ore in attesa che si spengano le telecamere. Ma - insiste il coordinatore Pdl - dover pagare per tornare a casa propria è assurdo».