Manifestazione a distanza contro il «convegno nero»

Trecento persone davanti alla Camera del lavoro e altrettanti nell'hotel che ospitava l'evento

Trecento da una parte, trecento dall'altra, in mezzo mezza città a dividerli: davanti alla Camera del lavoro i «compagni», in fondo a viale Jenner, i «camerati». Si è così conclusa senza incidenti una giornata monopolizzata dal convegno di Forza Nuova, che aveva fatto insorgere l'intera sinistra. Forti erano state infatti le polemiche perché inizialmente l'incontro avrebbe dovuto tenersi nella sala della Provincia in via Corridoni. Poi il presidente Guido Podestà ha ritirato l'autorizzazione, costringendo Forza nuova a spostarsi in fondo a viale Jenner.

«La sala era stata chiesta dal leghista Ettore Fusco, che ne aveva diritto in quanto esponente di un gruppo consigliare. Quando lui però ha ritirato la sua adesione al convegno, automaticamente l'autorizzazione è decaduta» ha spiegato venerdì pomeriggio Podestà quando ha annunciato di aver revocato la concessione per lo spazio di via Corridoni. Senza però creare grossi problemi al movimento di estrema destra che un po' se l'aspettava e per questo aveva prenotato una seconda sala all'hotel Milton in via Butti. Luogo ideale per la questura: una piccola traversa di viale Jenner, facilmente «difendibile» in caso di eventuali incursioni.

Ieri la zona era presidiata da un discreto contingente di polizia e carabinieri per evitare sgradite sorprese, ma tutto è filato liscio come l'olio. A parlare di «Europa, una grande e libera», il leader di Forza Nuova Roberto Fiore aveva invitato i dirigenti dei principali partiti europei di estrema destra come Alba dorata, Grecia, Svenskarnas Parti, Svezia, British National Party, Gran Bretagna, Democracia Nacional, Spagna, Partito Nazionaldemocratico tedesco. Alle 16 è iniziato il dibattito e tra i relatori è comparsa anche la consigliera regionale Maria Teresa Baldini, eletta nel listino del governatore Roberto Maroni e poi passata al gruppo misto. «Sono qui per ascoltare e cercare di capire le ragioni di Forza Nuova» ha poi spiegato.

Dall'altra parte della città, nella piazzetta di fronte alla Camera del lavoro si sono invece riuniti i «compagni» in presidio. Spiccava l'assenza dei centri sociali che, quando hanno saputo del ritiro della concessione, hanno capito che non c'era da menare le mani e sono rimasti a casa. Presenti invece i vari partitini comunisti, Sel e il Pd. I militanti hanno sfidato il freddo di questa ultima giornata d'autunno, arrivando in via Larga già verso le 13.30. Tra un «Bella ciao», sventolio di bandiere rosse ed interventi dei vari dirigenti politici, sono rimasti fino alle 16.30. Mentre dall'altra parte della strada personale in borghese della Digos osservava il tranquillo svolgimento della manifestazione.

Commenti

narteco

Lun, 22/12/2014 - 15:29

L'armata brancasinistrata anarco-comunistoide in salsa cooprosse tirasse uova putride e sassate ai propri compagni mentori come Buzzi o ai loro immacolati compagni Rom che tanto “bene” fanno all'Italia.La Cdl di Milano è una fucina di odio e azioni violente contro quelli che osano opporsi alle loro infamie a falce e martello,famose le feste che la camera di MI tenne e tiene a favore di despoti come FidelCastro et similia, del resto cosa ci si può aspettare dalla Cdlavoro che è una organo territoriale della CGIL nota per la sua trasparenza di bilanci mai mostrati e azioni violente e squadriste spacciate per manifest democratike.Il leader di FN R.Fiore participò a Budapest nel 2008 al ricordo dell'invasione comunista vs il popolo ungherese,ritenenuta azione di pace dalloro democratico Napolitano,dunque lastoria si ripete i buffoni comunisti osano ancora spacciarsi per difensori del bene sul male malgrado gli oltre 300 milioni di morti prodotti in tutto il mondo.No pasaran!