Mantovani: «Comprare le aree non fa parte dei nostri progetti»

«È un'iniziativa privata e la Regione non può fare molto». Così Mario Mantovani, vicepresidente della Regione e assessore alla Sanità, toglie ogni speranza a chi sperasse in un intervento di Palazzo Lombardia per superare lo stop di Palazzo Marino sulle aree del Cerba. L'ambizioso Centro di ricerca biomedica ideato dall'oncologo Umberto Veronesi trova ostacoli nella giunta Pisapia. «Sicuramente il Cerba è un grande progetto che condividiamo. Un gioiello» dice Giuliano Pisapia. Ma frena sul progetto complessivo, che prevede anche un centro commerciale e altri edifici connessi. «È chiaro che non può andare a scapito del verde pubblico, dell'area agricola. Bisogna trovare una condivisione sulle regole. C'è un accordo che bisogna rispettare» dice il sindaco.
Mantovani non ritiene che il problema possa essere superato dalla Regione. «Non fa parte dei progetti della Regione» spiega - acquistare i terreni del Parco Sud, dove dovrebbe sorgere il Cerba, come ipotizzato dai curatori fallimentari della Im.co che deteneva i terreni. «La somma sarebbe molto elevata. Abbiamo molte aree a disposizione, molti ospedali e non credo che si debba investire in servizi immobiliari. Vorremmo investire piuttosto in servizi clinici, sanitari e di ricerca». Quanto alla realizzazione del Cerba, l'assessore spiega: «Mi pare che ci sia il Comune di Milano che sta ponendo dei paletti. Noi lavoriamo all'interno delle nostrecompetenze e dei programmi che ci siamo posti».
Nel dibattito interviene la Provincia. «Si continua a parlare della vicenda Cerba come se si trattasse unicamente di una questione riguardante la Regione e il Comune di Milano o il curatore fallimentare, ma non è così. Qui si fanno i conti senza l'oste, ovvero la Provincia» dice Roberto Caputo, vice presidente pd del consiglio provinciale. «I terreni ex Ligresti sono infatti un'area interna al Parco Sud e nel Ptcp approvato dalla Provincia si cambiò la destinazione d'uso solo ed esclusivamente a fronte del progetto Cerba. In una seconda fase venne stipulato un accordo di programma con il Parco Sud. Nel momento in cui quest'accordo di programma venisse violato si ritornerebbe al punto di partenza. Ovvero quelle aree rimarrebbero esclusivamente di pertinenza agricola. Diversamente bisognerebbe ritornare a discuterne con il Parco Sud e a votare in Consiglio provinciale».