Marò e carcere di San Vittore Tutte le ipocrisie del Comune

Pasticciare per imperizia politica, restare inerti per cronica indecisione, decidere per ideologia. Chi volesse studiare la politica e i politici troverebbe nelle scelte di Palazzo Marino un esauriente campionario di possibili errori. Due di queste emblematiche scelte sono anche recenti: la decisione del sindaco, Giuliano Pisapia, di non partecipare al galà organizzato a Palazzo Clerici dal console indiano per celebrare sessantacinquesima giornata nazionale della Repubblica Indiana e l'intenzione del vicesindaco, Lucia De Cesaris, di lasciare il carcere di San Vittore là dove si trova ora. La linea del primo cittadino sul caso India è parsa un altro pasticcio. Prima è trapelata la notizia che Pisapia non avrebbe partecipato al ricevimento di Palazzo Clerici anche condizionato dalla vicenda dei due marò italiani agli arresti in India. Poi Palazzo Marino ha smentito. Discutibile anche la posizione del vicesindaco, Lucia De Cesaris, che intende fare in modo che San Vittore resti in centro, a monito per i milanesi, per dar loro il senso di «regole e sanzioni». E se il vecchio carcere cade a pezzi? Pazienza.