Marchesi al Dal Verme E sulla via a lui dedicata Sala frena: «Tra 10 anni»

Un cuscino di rose bianche sulla bara chiara Oggi i funerali in Santa Maria del Suffragio

Elena Gaiardoni

Musica per violino in sottofondo, un tripudio di rose bianche, una piccola statua-caricatura del Maestro che suona il violino con una forchetta al posto dell'archetto. La camera ardente dello chef Gualtiero Marchesi al teatro Dal Verme è come una ricetta della tradizione servita in un fragile piatto di porcellana in salotto.

Su uno dei quaderni delle condoglianze il sindaco Sala firma: «Caro Gualtiero, il mio ricordo e la mia stima per te, per un uomo che fino all'ultimo ha contribuito alla meravigliosa storia della nostra Milano».

Gli sarà intitolata una via? E la scuola? «Sono contento che sia stato riconfermato il suo ristorante alla Scala. Bisogna rispettare le regole - dice Sala - Una via può essere dedicata a dieci anni dalla morte. Per quanto riguarda la scuola è un'iniziativa che merita una sinergia tra pubblico e privato. Invito i privati a farsi avanti».

In mezzo alla rose bianche ne viene posata una rosa. Arriva Stefano Belisari, in arte Elio di Elio e le storie tese. «Gualtiero cercava la perfezione - dice - ed era amico di tanti artisti». Lo lega a Marchesi una «performance»: La Gagarella del Biffi Scala. La cantarono insieme e ancora oggi si può ascoltarla se si rimane in attesa al telefono del Marchesino.

Il 19 marzo 2018 gli artisti ricorderanno Marchesi al teatro Parenti. «Facemmo una grande festa per i suoi 80 anni - racconta la regista Andrée Ruth Shammah - la ripeteremo anche il 19 marzo 2018. Vogliono organizzarne una anche alla villa Reale di Monza». Nella camera ardente c'è Luigi Di Maio, candidato premier dei Cinquestelle, e poi Daniel Prouadine, cuoco francese che lavorò insieme a Marchesi dal 1977 al 1980. «Noi siamo i suoi amici dell'inizio, non quelli famosi, quelli che sono arrivati prima delle stelle. I ragazzi della prima ora, diremo. In quegli anni le persone che venivano a mangiare da lui erano sorpresi di quanto le porzioni nei piatti fossero piccole» dice lo chef d'oltralpe, oggi in pensione, che tiene sottobraccio Le Monde.

Intorno alla bara i tre nipoti Guglielmo, Lucrezia e Bartolomeo. «Nostro nonno ci ha amati molto. Se uno di noi gli diceva che voleva fare il cuoco: No -rispondeva - meglio il musicista. Lui conquistò la nonna grazie a una suonata al pianoforte» racconta Guglielmo. E i tre ragazzi sono diventati musicisti. Suoneranno oggi al funerale in Santa Maria del Suffragio.

Intanto Nicola Cesare Baldrighi, presidente del Consorzio Grana Padano, risponde al sindaco di Milano in merito alla scuola: «La proposta di Giuseppe Sala è in linea con quanto abbiamo pensato».

Viviana Beccalossi, assessore regionale al Territorio, fa sapere in una nota: «Mi attiverò personalmente con i 22 sindaci dei Comuni coinvolti nel Piano territoriale Franciacorta per creare insieme un premio, una borsa di studi o anche l'intitolazione di un luogo simbolo della Franciacorta in ricordo di Marchesi».

Commenti

baronemanfredri...

Ven, 29/12/2017 - 19:15

NON DIFENDO IL MAESTRO, PERO' SALA CHE HAI RIDOTTO MILANO AD UNA SALA MORTUARIA, NON TI DIMENTICARE CHE GIA' SONO STATI NOMINATE STRADE A PERSONAGGI SINISTRI ED ESTREMA SINISTRA CHE SONO MORTI ENTRO I 10 ANNI. SALA PER FORTUNA NON TUTTI I MILANESI SONO IDIOTI, BASTA PENSARE A CHI NON TI VOTA.