Marco Cappato offre cannabis Bloccato e denunciato

Ha dovuto intervenire la Digos ieri mattina, davanti al Pirellone, per impedire che l'esponente radicale nonché tesoriere dell'associazione «Luca Coscioni», Marco Cappato, cedesse della cannabis a due malati lombardi muniti di regolare prescrizione. Con lui c'era anche Barbara Bonvicini, segretaria dell'associazione «Enzo Tortora-Radicali Milano».

I semi sono stati immediatamente sequestrati dalla Digos, che ha denunciato Cappato notificandogli il verbale di avvio alle indagini e di sequestro: si tratta di un totale di 8 grammi lasciato due mesi fa da Davide Trentini, il paziente affetto da sclerosi multipla in cura presso la Asl di Massa, prima di recarsi in Svizzera per ricevere assistenza alla morte volontaria accompagnato da Mina Welby, co-presidente dell'associazione (l'indagine della Procura di Massa nei confronti di Welby e Cappato è ancora in corso).

Un gesto fortemente provocatorio quello dell'esponente radicale (non nuovo a questo genere di iniziative), messo in atto proprio mentre, in Consiglio Regionale veniva discussa in Aula e poi approvata la proposta di legge di Fratelli d'Italia che istituisce la Giornata regionale per la lotta alla tossicodipendenza. Un'iniziativa annunciata e trasmessa in diretta sul profilo Facebook di Cappato e che ha incassato centinaia di commenti e condivisioni in una manciata di minuti.

«Siamo vicino al dramma di molte famiglie e molti giovani e crediamo in una guerra senza quartiere a tutte le sostanze stupefacenti» ha spiegato Riccardo De Corato, capogruppo di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale in Regione Lombardia.

Cappato ha denunciato «l'inerzia» del Consiglio regionale sul tema dell'uso terapeutico della cannabis per il quale, ha ricordato l'esponente radicale, «c'è una proposta di legge di iniziativa popolare depositata da oltre un anno, ma il Consiglio regionale continua a non dare risposte».

RC