Maroni «avvisa» gli alleati: tranquilli

«Sono assolutamente sereno e, allo stesso tempo, molto sorpreso. Per quanto a mia conoscenza, è tutto assolutamente regolare, trasparente e legittimo». Così il governatore Roberto Maroni ha commentato l'avviso di garanzia firmato dai pm della procura di Busto Arsizio Eugenio Fusco e Pasquale Addesso per «induzione indebita a dare o promettere utilità» relativamente a due contratti di collaborazione stipulati non dalla Regione, ma dalle società Expo ed Eupolis. «Si tratta - spiega Maroni - di due contratti a termine per persone che svolgono, con mansioni diverse, attività quotidiana di supporto della Regione Lombardia dalla sede di Roma». Aggiungendo che «la loro attività è finalizzata alla ottimizzazione e alla efficienza della macchina organizzativa in vista dell'evento Expo». In particolare «una figura professionale ha un preciso scopo di raccordo tra la Regione Lombardia e la Società Expo mentre l'altra, di provata esperienza professionale, ha un ruolo di consulenza delle diverse tematiche organizzative legate a Expo». Detto questo, assicura di essere «sereno e fiducioso che le cose verranno al più presto chiarite».
Parole che non hanno convinto il centrosinistra che gli ha chiesto di riferire immediatamente in aula dove Maroni ha già detto che interverrà nella seduta di oggi. «Siamo perplessi e preoccupati», hanno detto i capogruppo di Pd e Patto civico Enrico Brambilla e Lucia Castellano. «Ci sentiamo sin d'ora impegnati a vigilare attentamente su ciò che sta accadendo. Attendiamo gli sviluppi della vicenda pronti, nel caso, ad assumere ulteriori iniziative». Duri i «grillini del Movimento 5 Stelle. «Se dovessero essere confermate le ipotesi di reato con un rinvio a giudizio - attacca il portavoce Giampietro Maccabiani - ci aspettiamo dimissioni immediate. Chi governa deve essere al di sopra di ogni sospetto».
Barricate, invece, nel centrodestra. «Maroni vada avanti con coraggio!» ha twittato il vice presidente Mario Mantovani. «Mi chiedo se è il caso nel pieno svolgimento di una operazione che coinvolge l'immagine dell'Italia, intervenire così in questo momento. Io penso che, come succede in Francia e in altri Paesi, bisognerebbe attendere la fine di un percorso politico per indagare. Come è successo a Chirac e Sarkozy». Totale «fiducia e solidarietà» e l'invito «a proseguire nell'ottimo lavoro nell'interesse dei cittadini lombardi», per gli assessori di area Lega Simona Bordonali, Cristina Cappellini, Cristina Cantù, Gianni Fava, Massimo Garavaglia, Antonio Rossi e Claudia Terzi. «Sempre accanto al mio grande presidente», twitta l'assessore Paola Bulbarelli. Dai gruppi di Lega, FI, Lista Maroni, Ncd, Fratelli d'Italia e Pensionati «piena fiducia, in riferimento a un'ipotesi di reato per la quale non esiste una giurisprudenza consolidata e che presenta contorni difficilmente identificabili». Per il presidente Raffaele Cattaneo «troppo spesso si dimentica che l'informazione di garanzia è strumento a tutela dell'indagato» e invita «coloro che si affrettano a emettere prematuri e inopportuni giudizi ad atteggiamenti più cauti».