Maroni fissa il referendum a ottobre E Gori fa la giravolta per candidarsi

Oggi il governatore leghista annuncerà la data con il Veneto Il sindaco di Bergamo un mese fa aveva detto sì ma ci ripensa

Ci siamo. Il presidente Roberto Maroni fisserà oggi in giunta la data del referendum per l'autonomia della Lombardia, ieri ha anticipato solo che la consultazione si terròà « ottobre» insieme al Veneto governato dall'altro leghista Luca Zaia. «Abbiamo già fatto la gara per il sistema elettronico di voto, ora ci sono diverse procedure da attivare e un cronoprogramma» ha spiegato. «Bene - commenta a caldo il capogruppo della Lega al Pirellone Massimiliano Romeo -, se l'autonomia non ce la prendiamo noi, Roma non ci darà mai nulla. Il referendum è l'unica via percorribile. Adesso è arrivato il momento di farlo e di attivarsi per informare i lombardi di quest'occasione storica. Non ci accontentiamo, nè ci accontenteremo di qualche briciola da parte del governo. Diamo voce al popolo senza se e senza ma». La seduta giunta, e pertanto l'annuncio, si terrà in trasferta a Bergamo. A casa del «nemico». Il sindaco Giorgio Gori è pronto a candidarsi alle primarie del centrosinistra per sfidare Maroni nel 2018. Proprio lui lo scorso 28 marzo aveva risposto «sì» alla provocazione lanciata durante un dibattito da Franco D'Alfonso: «E se votassimo sì al referendum per l'autonomia regionale?». Maroni «in cinque anni non ha fatto niente per portare maggiore autonomia in Lombardia e questo referendum ha il chiaro sapore della propaganda ma noi dobbiamo prendere l'iniziativa - era stata la posizione di Gori - non dobbiamo lasciarla ai nostri avversari. Se poi arriverà il referendum voteremo si perchè non si può votare no su un tema simile». Una posizione che aveva diviso subito i dem e aveva raccolto la bocciatura dell'ex sindaco Giuliano Pisapia, fondatore del Campo Progressista. Ieri il sindaco Beppe Sala, già sponsor del collega a Bergamo, è stato volutamente cauto sull'esprimersi a proposito della consultazione: «Questo ponte dedicheremo un pò di tempo anche per riflettere sulle cose lombarde. Voglio parlarne un attimo con Giorgio Gori visto che ha esaminato la questione ed è uno, non l'unico, dei potenziali candidati per il futuro. Vorrei approfondire con lui». E per saldare l'asse con i renziani e guadagnare la candidatura, Gori in meno di un mese mette in pratica la prima giravolta elettorale: «La piena disponibilità del Governo ad aprire la trattativa sull' autonomia rafforzata della Lombardia manifestata oggi (ieri, ndr.) dal ministro Martina a nome del governo rende del tutto inutile il referendum che Maroni vuole celebrare in autunno». Il Governo «dice sin d'ora d'essere pronto ad aprire la discussione che viene sollecitata con il quesito, non c'è dunque bisogno di chiedere alcunché ai lombardi». E proprio oggi alle 18.30 Matteo Renzi sarà a Bergamo per la campagna delle rpimarie. Anche il segretario lombardo del Pd Alessandro Alfieri critica costi e contenuti del referendum: «Maroni vuole passare alla storia come il governatore che ha speso 46 milioni per fare una cosa che si può fare gratis, indire una riunione a Roma». Il consigliere di Forza Italia Mario Mantovani approva invece l'annuncio e lancia i comitati del sì: «Alle Regioni che dimostrano di eccellere su più livelli, lo Stato deve concedere più autonomia e più risorse».

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