Maroni, i pm cambiano accusa «Voleva vendicarsi su Expo»

Il governatore avrebbe fatto pressioni per favorire una sua collaboratrice Il dg della società accettò per non mettere a rischio l'Esposizione del 2015

Cambia il movente, ma il reato è sempre quello. Nell'inchiesta della procura sul viaggio in Giappone (poi annullato) del presidente della Regione Roberto Maroni per propagandare Expo, salta fuori una nuova ipotesi. Come fece Maroni a convincere Christian Malangone, direttore generale di Expo, a infilare nella comitiva anche la sua fidata Maria Grazia Paturzo? Finora, Malangone era accusato di avere subito le pressioni di Maroni per fare carriera. Ma ora il pubblico ministero Eugenio Fusco si sarebbe deciso a riscrivere il capo d'accusa: Malangone avrebbe accettato le pressioni di Maroni per evitare un incidente diplomatico tra Expo e la Regione.

Per la Procura non cambia niente: il reato di concussione per induzione venne comunque commesso, e devono risponderne sia Maroni che Malangone. Per questo Fusco continua a lavorare intensamente per chiudere le indagini entro il 28 ottobre, termine ultimo per mandare Maroni a processo immediato. Col rischio per il governatore, in caso di condanna in primo grado, di decadere dalla carica.

Commenti

jeanlage

Gio, 16/10/2014 - 23:02

Il vero crimine di Maroni è di non essere di sinistra. L'accusa è infamante e provata. Va condannato!