Maroni non cede Sospesi i manager finiti nell'inchiesta

Niente risoluzione del contratto per i manager finiti nell'inchiesta sugli appalti Expo e sulla sanità, ma per ora una «sospensione cautelare». La linea dura del governatore Roberto Maroni ha la meglio dopo la giunta straordinaria convocata ieri improvvisamente e la decisione di allontanare il direttore generale dell'Azienda ospedaliera di Lecco Mauro Lovisari (in quota Lega) a cui vengono contestati contatti con la Cupola dell'arrestato Stefano Frigerio per turbare una gara di forniture e far vincere la Servizi ospedalieri di Ferrara. Sospeso anche il direttore generale di Melegnano Paolo Moroni (uomo dell'allora Pdl) e quello amministrativo Patrizia Pedrotti per i quali la procura ha reiterato la richiesta di arresti domiciliari. «Un provvedimento - si legge in una nota - assunto in autotutela dell'immagine della Regione Lombardia e degli stessi interessati i quali hanno sottolineato la loro totale estraneità ai fatti emersi in questi giorni».
Già nominati i commissari: per Lecco Giuseppina Panizzoli, oggi direttore generale Sport, mentre a Melegnano andrà Marina Gerini, attuale direttore di Funzione specialistica Prevenzione della Corruzione e Trasparenza. A lei il compito di nominare il nuovo direttore amministrativo. A completare il giro di nomine, al posto della Gerini è stato nominato Filippo Bongiovanni, attuale responsabile del Sistema dei controlli della Direzione generale della Presidenza. L'incarico dei commissari scadrà il 30 giugno, ha detto agli assessori Maroni da chi era presente descritto come «molto più disteso rispetto alla giunta di venerdì quando la tensione si tagliava con il coltello». Poi, ha spiegato, «ne riparleremo, magari chi oggi abbiamo sospeso potrà tornale al suo posto». Fondamentale sarà il lavoro della commissione d'inchiesta che dovrà esaminare l'operato anche degli altri direttori ospedalieri e delle Asl coinvolti nelle indagini e voluta da Maroni per appurare oltre alle eventuali responsabilità penali, anche eventuali comportamenti contrari al codice etico.
«Il naturale epilogo a una vicenda complessa - spiega l'assessore alla Salute Mario Mantovani - Una sospensione necessaria a cui si è dovuti ricorrere per dare la massima garanzia e trasparenza alla Regione». D'accordo il capogruppo di Fi Claudio Pedrazzini: «La sanità lombarda, come tutte le altre eccellenze di questa Regione, deve essere salvaguardata da ogni ombra». Di «atto dovuto» parla il Pd commentando la sospensione dei manager, annunciando una mozione di censura (forse in aula già martedì) e la richiesta di sue dimissioni. «Maroni non può però sminuire il caso Mantovani» dice il capogruppo in Regione Enrico Brambilla riferendosi anche al video del comizio elettorale di Arconate dove Mantovani, sindaco uscente e candidato al consiglio comunale, parla dei possibili posti di lavoro nella sanità. Parole per cui ieri Maroni ha preteso le scuse di un Mantovani che ha parlato di parole fraintese. «Se qualcuno le ha intese come una raccomandazione, allora mi scuso. Volevo solo stimolare l'ambizione dei giovani per incitarli a carriere importanti».