Maroni sotto attacco: «Stupito e arrabbiato» Sfiducia di Pd e grillini

La Regione pronta a costituirsi parte offesa Salvini sospende il consigliere arrestato Le opposizioni: il governatore si dimetta

Maria SorbiL'arresto di Fabio Rizzi è un duplice colpo per il presidente Roberto Maroni: politico e personale. Rizzi era l'uomo a cui aveva affidato l'impresa di riscrivere vent'anni di sanità ciellina, era l'uomo in cui aveva riposto la massima fiducia e che ora è costretto a scaricare per salvare la maggioranza. «Sono deluso ma anche incazzato, molto incazzato - non si contiene il governatore - Mi auguro che Rizzi possa dimostrare la sua piena estraneità ai fatti, ma sono offeso personalmente come presidente, perché il lavoro che stiamo facendo per garantire efficienza e trasparenza viene infangato». La linea è quella di Matteo Salvini che, in serata, ha sospeso Rizzi dalla Lega. «Non c'è spazio per chi sbaglia. Lo faccio per il suo bene, per quello delle verità, del partito e dei cittadini». La Regione prende talmente tanto le distanze dal caso Rizzi e dal sistema degli appalti in odontoiatria che ha deciso di costituirsi parte civile nel processo che seguirà l'inchiesta della Procura di Monza. «Non abbiamo nessuno da difendere» sostiene deciso Maroni, augurandosi che la vicenda non venga «strumentalizzata politicamente». Così purtroppo non è, almeno stando alle prime dichiarazioni dell'opposizione. Pd, Patto civico e Cinque stelle presenteranno una mozione di sfiducia alla giunta. «Non è la Regione la sola parte offesa da questi arresti - commenta Stefano Buffagni, capogruppo grillino - I veri offesi e umiliati sono i lombardi. Maroni e la sua maggioranza devono andare a casa». «Non è più un problema solamente giudiziario o istituzionale, ma anche politico - sostiene Umberto Ambrosoli (Patto Civico) - Noi da tre anni diciamo che ci vuole una forte discontinuità». Il centrodestra si compatta e reagisce alla provocazione sulle dimissioni, isolando il singolo caso e difendendo senza sfumature la squadra maroniana. «È sbagliato utilizzare questi episodi per infangare la sanità lombarda» sostiene il capogruppo leghista Massimiliano Romeo. «Il moralismo di sinistra è da sempre a intermittenza - interviene la coordinatrice regionale di Forza Italia Mariastella Gelmini -. Ciò che conta è che la magistratura riesca a fare chiarezza sui presunti reati dei singoli. Continuano a guardare alla sanità lombarda come ad una delle eccellenze di questo Paese». Anche Ncd fa quadrato. Non a caso a parlare è lo stesso Maurizio Lupi: «Chi sbaglia in questo modo, almeno stando alle accuse, non merita di sedere nell'assemblea che rappresenta i cittadini lombardi - sostiene -. Ma se uno sbaglia non lo decide l'opposizione. Meno che mai l'indagine su un componente della maggioranza può comportare le dimissioni del presidente della Regione. Maroni ha tutto il nostro sostegno». Tuttavia il presidente dell'aula Raffaele Cattaneo (Ncd) in un post su Facebook fa notare che ai tempi dell'arresto dell'assessore Domenico Zambetti, giunta Formigoni, la Lega «non fu così responsabile ma cavalcò la situazione fino a far cadere la giunta e e portare a nuove elezioni. Gli alleati imparino altrettanto equilibrio». Sulla bufera in Regione interviene anche il candidato sindaco del centrodestra per Milano, Stefano Parisi: «Credo non sia utile a nessuno sfruttare questi fatti a fini elettorali. Nella mia squadra ci saranno solo persone di assoluta qualità. Il metodo sarà quello di una grande collaborazione preventiva con la magistratura».