Marshall, bacchetta e organo per un Poulenc con la Verdi

Il maestro inglese sarà sul palco nella duplice veste di direttore e musicista. Il concerto dedicato al grande compositore parigino scomparso 50 anni fa

L'orchestra Verdi non fa il ponte. E il Maestro Wayne Marshall concede il bis, dopo la direzione in prima nazionale della Sinfonia n. 3 Swing Symphony di Wynton Marsalis della settimana precedente. Ma questa volta lo farà nella veste di direttore sia in quella di organista. Marshall è uno dei musicisti più versatili ed estrosi attualmente in circolazione.

Nato vicino a Manchester, dove ha iniziato i proprio studi per poi proseguirli a Londra e Vienna, si è fatto apprezzare all'inizio della carriera soprattutto come organista. Determinante poi è stata la sua partecipazione pianistica alla produzione di Porgy and Bess della Glyndebourne Festival Opera e alla versione televisiva del musical. Da allora si è dedicato sempre di più al pianoforte e alla direzione d'orchestra, diventando in pochi anni uno dei più rinomati interpreti delle musiche di Gershwin, Ellington e Bernstein, nonché di altri autori americani del XX secolo.

Come pianista e direttore d'orchestra Marshall si è esibito con tutte le principali orchestre britanniche, nonché numerose importanti formazioni di tutto il mondo, tra cui i Wiener Symphoniker e la Filarmonica di Rotterdam, Il 32° programma della stagione sinfonica propone un «tutto Poulenc», per onorare al meglio il cinquantenario della scomparsa del grande compositore parigino (30 gennaio 1963), con l'esecuzione, nell'ordine, della Suite francese, del Concerto per organo e orchestra e del Gloria. L'esecuzione della pagina concertistica è affidata appunto al Wayne Marshall, Direttore Principale Ospite de laVerdi. L' appuntamento è per stasera alle ore 20.00 e per domenica 28 aprile con inizio alle ore 16.00 all'Auditorium di Milano in largo Mahler (info e prenotazioni: 02.83389401/2/3, www.laverdi.org).

La Suite Française d'apres Claude Gervaise è una composizione di Francis Poulenc scritta nel 1935 per l'opera teatrale in due atti La Reine Margot di Edouard Bourdet (al quale la suite è dedicata). Si basa sulla trascrizione e parziale rielaborazione di sei delle danze del compositore rinascimentale francese Claude Gervaise, raccolte nel suo Livre des Danceries (1545). Bourdet affidò la composizione della musica per la sua opera a Georges Auric, amico di Poulenc dall'epoca del Gruppo dei Sei, che scrisse la chanson Printemps per il I atto; e a Poulenc che trascrisse e completò in stile post-impressionista le danze di Gervaise. Il movimento numero IV, Complainte, è l'unico scritto interamente da Poulenc.

Il lavoro divenne molto famoso nello stesso anno con la pubblicazione della versione per pianoforte, redatta dallo stesso autore; la pubblicazione della partitura per ensemble risale invece al 1948. Poulenc all'epoca era reduce dal grande successo del Concerto per due pianoforti e orchestra in Re minore (1932) e, ideologicamente, non ancora troppo lontano dal pensiero che lo aveva aggregato il Gruppo dei Sei nei primi anni '20. Jean Cocteau dettò ne Il Gallo e l'Arlecchino il manifesto che fondò questo gruppo, una serie di concetti che si possono ancora ritrovare in questa suite, posteriore di 15 anni