Da Maspes ai Beatles tra rock e velocità

Da sedici anni il Vigorelli porta il nome di Antonio Maspes, il re di quelle paraboliche, sette volte campione del Mondo. Ma il Vigorelli, senza nulla togliere a Maspes, resta il velodromo che tutti chiamano più familiarmente la «pista magica». Inaugurato il 28 Ottobre 1935 grazie alla determinazione di Giuseppe Vigorelli, industriale, assessore sotto la giunta Mangiagalli, e in gioventù corridore su pista, diventa da subito un punto di riferimento per i milanesi che amano il ciclismo. Ma non solo per loro. Sei giorni, gare di velocità, di sprint, di inseguimento, «americane», stayer ma anche grandi incontri di boxe sul ring al centro del prato diventano anche occasione di «struscio» e i milanesi si affollano sugli spalti. Nel 1944, durante la seconda guerra mondiale, viene bombardato e la pista distrutta. Ma dura un anno perchè nel 1945 riprende la sua storia fatta di corse. A farlo diventare un tempio sono imprese e record favoriti dalla sua pista scorrevolissima che attira corridori da tutto il mondo. E' teatro di sfide memorabili, dai Mondiali di ciclismo su pista nel 1939, nel 1951, nel 1955 e nel 1962 ai record dell'ora. Nel 1942 Fausto Coppi fissa il primato in 45 chilometri e 798 metri. Poi tocca ad Anquetil, a Riviere e a Francesco Moser. Il Vigorelli diventa l'ombelico del mondo ciclistico e quindi chi pedala in qualche modo finisce lì: dal il Giro d'Italia al Lombardia al Trofeo Baracchi. É il mito del Vigorelli che resiste a tutto. I paragoni si sprecano: la «Scala» del ciclismo, lo «Stradivari» delle piste. E non solo ciclismo. Il 24 giugno del 1965 ospita la prima italiana dei Beatles. Gli «Scarafaggi» suonano due volte, pomeriggio e sera poi, negli anni, arrivano anche i Clash e i Led Zeppelin. E poi il football americano, una pista da snowboard e la preghiera per il Ramadan. L'ultima corsa è in un giorno simbolico: l'11 settembre nel 2001. Erano in calendario i campionati italiani, ma le notizie da New York portarono all'interruzione della competizione. Più o meno da allora le bici smisero di girare. ARuz