Via al maxi pronto soccorso Così il San Carlo raddoppia

Fusione dell'ospedale di via Pio II con il San Paolo Gli accessi per le emergenze salgono a 150mila l'anno

Maria Sorbi

La zona 7 detiene il record del più grande pronto soccorso della città. Dopo l'unificazione dell'ospedale San Carlo con il San Paolo, la gestione dell'emergenza-urgenza ha raddoppiato i numeri. I casi trattati in un anno, dal codice giallo ai sos più gravi, sono 160mila. Una cifra considerevole che ha obbligato la nuova azienda socio sanitaria territoriale a riorganizzare il triage per rendere più fluido l'accesso.

La sfida lanciata dalla riforma sanitaria non è di poco conto: si tratta di accorpare sotto un'unica veste due ospedali-colosso che, in parecchi ambiti, hanno le stesse specializzazioni (tranne neurochirurgia, presente solo al San Carlo). «Per ora - spiega il direttore generale Marco Salmoiraghi - i due ospedali mantengono ancora la loro identità e non abbiamo ancora in carico i servizi territoriali, come consultori e vecchi Sert, ancora in capo alle ex Asl. Ci siamo concentrati sulla parte amministrativa per unire le ragionerie e gli uffici tecnici. Operazione non semplice. Poi procederemo con l'unificazione sanitaria».

A chi teme l'effetto fotocopia e inevitabili rivalità fra i primari dei reparti gemelli, Salmoiraghi risponde che cercherà in ogni modo di evitare le frizioni. E che l'unificazione servirà ad unire le forze e migliorare i servizi. Un esempio? «Per specialità come l'angiografia, l'endoscopia digestiva e l'emodinamica servono équipe disponibili 24 ore su 24. Con il doppio del personale sarà più semplice organizzarle».

Gli effetti positivi della fusione si fanno già sentire sui bilanci. Ad esempio per le spese: il potere contrattuale con i fornitori è raddoppiato e, solo alla voce gas medicali, si risparmiano 400mila euro all'anno. E poi c'è un'altra importante novità nel post riforma. A breve anche l'ospedale San Carlo, come già avviene al San Paolo, potrà ospitare nei reparti specializzandi e tirocinanti e diventerà sede universitaria. Una notizia che amplierà i posti in specialità per i futuri medici e che darà la possibilità di ampliare il numero di camici bianchi che ambiscono a diventare professori.

A breve al San Carlo cominceranno anche i lavori di ristrutturazione: in cassa ci sono i 48 milioni concessi dalla Regione Lombardia. Entro la fine dell'anno aprirà il cantiere per sistemare il vecchio ospedale, rinnovare i reparti e riorganizzare le attività. Lavori in vista, ma con tempi un po' più lunghi, al San Paolo, per il quale è previsto un investimento di 38 milioni.