Mazzali: «Non accettiamo critiche». De Corato: «Va ripristinata la legalità»

«Nella città che si appresta a ospitare Expo sembra non esserci spazio per l'autogestione e per tutte le realtà che la mettono in pratica: la pacificazione messa in campo prevede sgomberi a ripetizione nel tentativo di arrivare al Primo Maggio, data di inizio della grande Esposizione, creando una città vetrina a misura di speculatori e faccendieri di ogni genere e tipo». Secondo i giovani dello Zam, «il silenzio assordante dell'amministrazione arancione in tema di spazi e autogestione ancora una volta scatta la triste fotografia di una città che ambiva a essere come Berlino e invece risulta ancora una volta incapace di riconoscere e valorizzare le grandi ricchezze che vi nascono e crescono». Berlino? «Sono stati fatti 130 sgomberi negli ultimi due anni» ricordano alcuni nella maggioranza.

Una frase provocatoria e pretestuosa per gli esponenti del contro sinistra che ricordano come «il Comune ha messo in campo un tavolo ambizioso sugli spazi per dare nel breve e nel medio periodo risposte alla fame di spazio che c'è in città - osserva Emanuele Lazzarini, consigliere comunale del Pd -. Noi fatichiamo a tollerare le occupazioni abusive come è giusto, ma il tavolo è aperto a chiunque voglia collaborare e mettersi nell'ottica che non è sempre una sfida». Premessa a parte «uno sgombero è sempre una sconfitta per tutti»: «se il Prefetto ha deciso lo sgombero, ne prendiamo atto - commenta Mirko Mazzali, neocapogruppo di Sel e coordinatore del tavolo sugli spazi - ma non accetto le critiche all'amministrazione rivolte da Zam: abbiamo aperto un tavolo proprio per andare oltre i bandi e ragionare insieme. L'amministrazione è lì prima di tutto per ascoltare le esigenze dei diversi attori, anche se i ragazzi dello Zam hanno ritenuto di non partecipare, e costruire insieme un percorso».

«Finalmente il Prefetto si è reso conto che i centri sociali devono essere sgomberati immediatamente. Adesso Pisapia e Limonta provino a rimbrottare il questore come avevano fatto in occasione dello sgombero del Lambretta anni fa! - commenta Riccardo de Corato, vicepresidente del consiglio (FdI). Siamo ben contenti che il ripristino della legalità sia avvenuto in tempi brevi, ma non è finita, tutte le altre occupazioni devono essere trattate allo stesso modo. Secondo l'art.633 del codice penale, infatti, anche per gli spazi privati bisogna intervenire d'ufficio se gli occupanti sono più di dieci». «Siamo davanti a un Giano bifronte - attacca Alessandro Morelli, capogruppo della Lega in consiglio -: il Comune da un lato promette mari e monti ai centri sociali, dall'altro tramite il regolamento edilizio promuove gli espropri proletari». Due le riflessioni per il neocapogruppo di Fi Pietro Tatarella: «Quando c'è la volontà politica si riescono a fare sgomberi rapidi. Dall'altra parte il Comune prenda atto del fallimento del tavolo sugli spazi: se le occupazioni abusive non si sono placate, significa che certi processi non si possono legalizzare».