MEDICINA Lucignani vuole lanciare la cultura del miglioramento

Seppure sia il candidato dell'area medica con meno firme, 203, non si scoraggia. Anzi. Gli ampi margini di miglioramento possibili e la convinzione di poter persuadere gli elettori con le sue idee lasciano in corsa anche Giovanni Lucignani. Se dovesse riassumere il suo programma in un punto non ha dubbi nell'indicare «la cultura del miglioramento», qualcosa che per il professore va anche oltre il merito di cui si parla più spesso: l'idea cioè di «fare del miglioramento costante il motore della propria identità». Una filosofia che il docente vorrebbe portare nell'ateneo e che per ora ha comunque ottenuto un sostegno sia della sua area specifica che di quello delle facoltà umanistiche. L'etichetta di «uomo di Fazio», inteso come l'ex ministro Ferruccio indicato come suo maggiore sponsor, non lo preoccupa perché ritiene possa portargli un numero uguale di antipatie e simpatie risultando così ininfluente. «Inoltre – rivendica Lucignani – ho avuto rapporti più con il ministero, che con i ministri, e penso che la consuetudine alla relazione con le istituzioni sia un elemento positivo in più per chi si candida a diventare rettore». Tra gli altri punti cruciali del suo progetto di università sottolinea anche l'intenzione di incentivare al massimo, entro i limiti imposti dalla legge e dalla logica, la trasparenza delle attività dell'università. Declina ogni domanda rivolta a fargli sottolineare le storture degli altri perché preferisce farle solo se in presenza dei contendenti e si prefigge, se vince, di leggere attentamente i programmi con cui si sono presentati i suoi concorrenti per tenere conto delle istanze che contengono. Tanto per sottolineare la dimestichezza con la diplomazia, che è un vantaggio per chi aspira a una poltrona importante.