Medico e insospettabile Ecco il maniaco seriale delle runner nel parco

Un dottore sposato e con un figlio aggrediva le donne al Lambro Accertati almeno nove episodi

Cristina BassiIl molestatore seriale del Parco Lambro è stato arrestato. È un insospettabile medico di 44 anni, sposato e con un figlio, incensurato. E l'incubo delle donne che fanno jogging nell'area verde a nord di Lambrate è finito. Le manette per S.P., rispettabile dottore che ha contratti con due ospedali cittadini, sono scattate ieri mattina presto. Gli agenti del commissariato Lambrate lo hanno prelevato dalla sua casa e lo hanno portato in carcere. È accusato di violenza sessuale. Secondo le indagini della polizia, sarebbe responsabile di almeno nove episodi di molestie nel parco tra il 26 ottobre e il 4 dicembre scorsi. Le vittime accertate sono sette (una di loro è stata aggredita ben tre volte). Ma non è escluso che ora altre donne possano farsi avanti e denunciare di aver subito gli stessi assalti. È la speranza del procuratore facente funzioni Pietro Forno e del pm Cristiana Roveda, che hanno coordinato le indagini.L'ordinanza di custodia cautelare è firmata dal gip Alfonsa Ferraro. Il fascicolo descrive le modalità con cui l'uomo colpiva e i fatti che hanno portato al suo arresto. Il medico si appostava tra i vialetti del parco la mattina presto oppure nel tardo pomeriggio, in attesa di individuare una donna che faceva jogging. Agiva sempre a volto coperto, con un casco o con un cappuccio. Aggrediva le vittime alle spalle e le afferrava con forza, palpeggiandole nelle parti intime. In un caso ha tentato di trascinare la malcapitata tra gli alberi, ma lei è riuscita a liberarsi. In altre due occasioni il maniaco si è masturbato davanti alle donne. All'alba del 4 dicembre un cittadino che aveva portato a spasso il cane al Lambro ha notato una stranezza: il 44enne che parcheggiava la propria Mercedes e poi prendeva dal bagagliaio un casco, allontanandosi a piedi. Dopo pochi minuti ha sentito una donna gridare e ha visto lo stesso uomo correre verso l'auto per scappare, questa volta con il casco indossato. Un'altra cittadina, una donna straniera, dopo aver sentito le urla ha capito cos'era successo e ha fotografato con il cellulare la targa della macchina che si allontanava. La Mercedes è appunto risultata di proprietà dell'arrestato e il testimone lo ha riconosciuto. Dai tabulati inoltre è risultato che il cellulare del medico ha agganciato le celle del parco o delle vicinanze nei giorni e nelle ore dei casi denunciati. Dopo questo ultimo episodio gli agenti hanno ricostruito a ritroso tutte le altre violenze. Le sei donne hanno confermato l'abbigliamento del loro aggressore, le caratteristiche fisiche e il modo in cui agiva. La casa di S.P. è stata perquisita e gli agenti hanno sequestrato due caschi e un giaccone scuro. Ora si trova a San Vittore.