«Meglio, sarà tutto rossonero»

Da quando è stato scelto come commissario tecnico dell’Under 18 e 19, Chicco Evani ha smesso l’abito rossonero per vestirsi di un più neutro azzurro Nazionale. La professionalità è la professionalità, anche per un bandiera dell’era Sacchi. Eppure quando si tocca il tasto Milan, riaffiora un po’ del vecchio amore di Bubu (come lo chiamavano i tifosi).
Evani, l'Inter lascia San Siro: che effetto le fa?
«Credo che i nerazzurri siano rimasti sorpresi di quanto successo in casa Juve. Con lo Juventus Stadium e il pubblico vicino, la squadra di Conte ha avuto una marcia in più. E se in cassa entrano pure più soldi...».
Insomma, il presidente dell’Inter Massimo Moratti fa bene.
«Da ex milanista dico di sì. Così San Siro sarà al 100 per cento rossonero (ride, ndr). Non credo che giocare in stadi diversi, tolga fascino al derby. Anzi, al contrario. Guardiamo cosa succede a Londra, dove ci sono tanti club, ognuno con il proprio impianto. Il pubblico si identifica di più con la propria casa e ne guadagnano tutti».
Il Milan non farebbe bene a farsi uno stadio tutto suo?
«Non saprei. Avere San Siro tutto per sé sarebbe forse anche meglio, sebbene sia un po’ grandicello. Ha un fascino che nessun altro stadio in Italia ha. Per un calciatore giocarci è come per un tenore salire sul palco della Scala. E poi sugli spalti c’è un pubblico davvero competente. Ti senti come davanti a un professore all'università».
Lei ha tanti ricordi al Meazza del derby: a quale può dire di essere più affezionato?
«Ne posso raccontare due? Il primo è quello del famoso gol di Hateley che ci fece vincere 2-1. Saltò in testa a Collovati, fu impressionante. Il più importante, però, è nel 1988, quando vincemmo 2-0 e ci avvicinammo allo scudetto. Poi vinto. Segnarono Ruud Gullit e Pietropaolo Virdis, demmo davvero spettacolo. Tra l'altro era in casa l'Inter. Ecco, tra un po’ non sarà più possibile».