«Meglio trasformare Linate in scalo privato»

Grandi manovre negli aeroporti lombardi. Il nuovo corso di Alitalia lascia prevedere un rilancio di Malpensa con un ridimensionamento di Linate (di cui si parla ormai da molto tempo), per evitare che i due aeroporti si cannibalizzino. La compagnia di bandiera ha chiesto per la prossima stagione invernale, la Winter 2008-2009, di poter volare da Malpensa nei principali scali dell’Asia e dell’America: Chicago, Caracas, Boston, Buenos Aires, Mumbai, Delhi e Pechino. Sette rotte che si aggiungono a New York Jfk, San Paolo e Tokyo, le uniche tre destinazioni a lungo raggio rimaste a Malpensa.
Gli slot sono stati richiesti ad Assoclearance, l’ente che ne coordina l’assegnazione, e nei progetti di Alitalia ci sono anche città europee e del Mediteranneo che erano state cancellate. Tra le altre destinazioni per cui Alitalia ha richiesto gli slot Dakar, Damasco, Algeri, Tirana, Sofia, Istanbul, Berlino, Monaco, Vienna, Strasburgo. Inoltre, secondo il piano presentato ad Assoclearance, aumenterebbero le frequenze di numerose tratte che erano state ridimensionate nei mesi scorsi. Un primo passo per riprendere, almeno in parte, le posizioni del passato.
Collegata la questione Linate. Il piano industriale presentato alla Sea dai consulenti della società tedesca Roland Berger ritiene la chiusura del Forlanini la migliore opzione dal punto di vista puramente finanziario, sia per l’Alitalia che per la Sea. Secondo il piano Roland Berger la chiusura dovrebbe riguardare l’aviazione commerciale ma non l’aviazione generale (ovvero i voli privati). In quest’ipotesi l’aeroporto di Linate dal 2016 sarebbe dedicato esclusivamente ai jet privati. Una scelta ritenuta politicamente impercorribile. Inevitabile, anche nell’ottica del rilancio di Malpensa, sembra invece il ridimensionamento di Linate e la questione è già stata messa sul tavolo nei colloqui preliminari dalla cordata di salvataggio di Alitalia. La soluzione più probabile è un decreto del governo che definisca vincoli sul tipo di aeromobile da usare o sulle destinazioni possibili. «La chiusura è esclusa» ribadisce Roberto Formigoni.
Soddisfatta la Regione, che difende da tempo il destino di Malpensa. «È un nuovo, importante segnale della volontà di Alitalia di riposizionarsi su Malpensa, salvando così sia l’hub lombardo che se stessa. Alitalia e Malpensa affossate da Prodi vengono rianimate dal governo Berlusconi» commenta l’assessore a Trasporti e Infrastrutture del Pirellone, Raffaele Cattaneo. La convinzione è che gli effetti sul sistema aeroportuale lombardo saranno positivi: «Se fosse stata presa la decisione contraria, ovvero di cedere gli slot, sarebbe stato un macigno gravissimo sullo sviluppo futuro della compagnia, perché avrebbe precluso grandemente la possibilità di Alitalia di tornare a Malpensa. Oggi invece Alitalia si riappropria del diritto di volare su Malpensa e si ricandida a tornare a essere quel che naturalmente dovrebbe essere, ovvero il vettore di riferimento, l’hub carrier dell’aeroporto lombardo».