Mehta dirige Beethoven stasera gratis in Duomo

La «Nona» sinfonia, inno all'Europa, è il piatto forte del concerto lirico in programma alle 21

Piera Anna Franini

È l'appuntamento chiave fra quelli musicali messi a punto dalla Veneranda Fabbrica del Duomo. Il Concerto per l'Europa di stasera alle 21, in Duomo, a ingresso gratuito è inteso come un inno al vecchio Continente e nasce dalla collaborazione con coro e orchestra del San Carlo di Napoli diretti da Zubin Mehta. Il quartetto di solisti è costituito da Julianna Di Giacomo, soprano, Lilly Jørstad, mezzo-soprano, Burkhard Fritz, tenore Liang Li, basso-baritono. L'idea di questo evento risale al 2015. Si era in piena fase Expo, e gli artigiani della Fonderia Nolana Del Giudice avevano forgiato la copia della Madonnina esposta a Rho. Da lì, l'idea di riproporre questo gemellaggio artistico nel segno della musica. E Mehta, eroe di tutti i mondi - dall'Oriente alla West Coast americana - ha accolto l'invito suggerendo l'esecuzione della Nona Sinfonia di Beethoven: pagina-icona della musica classica, colonna sonora di questa nostra Europa in frantumi. «Nella Nona, il messaggio più profondo, oggi più che mai attuale, narra la vittoria dello spirito contro il terrore. L'ho eseguita molte volte - prosegue Mehta - nel 2008 con l'orchestra ed il coro del teatro di San Carlo congiunta all'orchestra e coro del Maggio Fiorentino; sovente mi è capitato di unire orchestre, cori o complessi di provenienza diversa; quell'esperienza, in piazza del Plebiscito a Napoli, fu indimenticabile, come sarà il nostro appuntamento di stasera in Duomo che dedichiamo a chi ha ideato questo concerto, il professor Gianni Baratta».

L'evento si svolge sotto l'alto patrocinio del Parlamento Europeo, della Arcidiocesi di Milano oltre a Camera dei Deputati, Regione Lombardia, Regione Campania, Comune di Milano e di Napoli. Zubin Mehta, che del San Carlo è direttore onorario, è direttore globale: non c'è orchestra di punta che non abbia diretto. Con Milano ha un rapporto particolare: lavora con la Scala da 55 anni. Dopo l'infilata di appuntamenti nei mesi scorsi, torna il 17 giugno per il Ratto dal Serraglio di Mozart, nella storica regia di Giorgio Strehler. Nato a Bombay nel 1936, pare la normalità fatta persona. Ha sempre tenuto un profilo basso, anzi, bassissimo; eppure scelto come copertina dal Time. Il New York Times lo ha menzionato 2.300 volte, più di ogni presidente Usa. Per dire che è un monumento vivente della storia dell'interpretazione. Il primo concerto lo diresse il 21 luglio 1956, in Austria, e da allora ha cumulato la bellezza di 8mila presenze sul podio. Ha condotto le orchestre fuoriclasse del mondo, con lunghe permanenze a Los Angeles, New York, Monaco, Tel Aviv e Firenze. Ha firmato 90 prime assolute. Fra le medaglie al valore, è stato tra i primi a sdoganare le esibizioni di classica e lirica in stadi e piazze. Memorabile il concerto di Caracalla dei Tre Tenori. Ovvero la santissima trinità lirica, Carreras, Domingo, Pavarotti. E lui sul podio.