Meloni dentro Rogoredo: "Basta zone franche"

La leader Fdi nel boschetto della droga: "Col buonismo della sinistra cittadini più insicuri"

«Basta zone franche». Giorgia Meloni voleva vederlo da vicino l'inferno di Rogoredo e ieri, prima di inaugurare la sede elettorale di Fratelli d'Italia in centro, ci ha messo piede per un sopralluogo. Ad accoglierla, il solito agghiacciante scenario: «Degrado, illegalità, insicurezza, spacciatori clandestini. Stato e Comune latitanti» ha detto Carlo Fidanza, ex consigliere comunale ed eurodeputato, ora candidato alle Politiche a Milano. «Sono due i boschetti della droga - ha spiegato il presidente di commissione Sicurezza di Zona 4, Francesco Rocca - Rogoredo è da oltre 5 anni la piazza di spaccio più grande del Nord Italia. Circa mille persone al giorno acquistano droga a basso costo, moltissimi sono i giovani sotto i 25 anni che buttano la propria vita drogandosi, persone che hanno bisogno di sostegno e sono abbandonati a loro stessi, i consumatori di droga arrivano ad tutto il Nord Italia, favoriti dai collegamenti ferroviari». «Il degrado della droga si riflette anche nel quartiere: furti, aggressioni, danni alle auto in sosta, siringhe abbandonate nei marciapiedi, nei giardini e nelle aree giochi per bimbi. La boscaglia di via Orwell si apre fino ai ponti delle Tangenziali e dell'autostrada; il boschetto di via sant'Arialdo, si estende fino a Chiaravalle e Porto di Mare, un'area così estesa che presenta anche un laghetto. Il Comune ha affidato a Italia Nostra la gestione dell'area di via Sant'Arialdo ma come possono i volontari eliminare lo spaccio di droga?». «Fdi è a Rogoredo per raccontare quello che accade quando governa la sinistra - ha detto Meloni - zone franche, dove lo spaccio corre liberamente, dove gli immigrati clandestini diventano anche strumento nelle mani della criminalità organizzata, dove quartieri di Milano diventano teatro di disagio per i cittadini, di degrado». «Qui - ha dichiarato Meloni - si riforniscono mille tossicodipendenti al giorno, è stimato, e l'eroina costa due euro e cinquanta perché tagliata male». «Le persone hanno diritto invece a vivere in sicurezza, in tranquillità. Noi siamo qui per dire che diciamo no a ogni zona franca, no alla tolleranza della sinistra, no a quel buonismo che porta solamente insicurezza per i cittadini e possibilità per chi delinque e non rispetta le regole di farla franca e fare quello che vuole». Con la leader di Fdi una delegazione di cittadini ed esponenti di Fdi: Ignazio e Romano La Russa, Daniela Santanchè e l'ex vicesindaco Riccardo De Corato. «Vigileremo - ha detto Romano La Russa - e faremo presente la necessità importante del recupero di Rogoredo e delle zone degradate di Milano e Provincia per riportarle agibili e a disposizione di tutti i cittadini».