Meno doni anche per i politici

Tutto si infeltrisce in questo Natale, perché l'importante è acquisire la coscienza di far tornare i conti. Si restringono con saggezza anche i doni ai politici e tra i politici. «E' scoppiata la moda degli auguri on line. Sono spariti persino i bei bigliettini e le cartoline con le suggestive icone del Natale. I pensierini pervengono via internet e solo due o tre persone mi hanno mandato un dono» racconta Cristina Stancari, assessore all'Ambiente della Provincia.
La crisi favorisce la rete, usata per un via vai economico e svelto di parole. In Provincia, però, le donne non hanno rinunciato al piacere di fare un presente, dimostrando che se è vero che è lo shopping a tenere in movimento l'economia, le signore cercano sempre di portarlo avanti anche se in misura molto ridotta. Con stile. Cristina Stancari ha donato ai colleghi assessori un piccolo melograno d'argento, simbolo di fertilità e foriero di una ricchezza che si spera possa riapparire nel 2014. Silvia Garnero, con la delega alla Moda, ha regalato una pallina con la neve e Marina Lazzati, assessore all'Istruzione, un cuoricino in ceramica.
«I doni natalizi sono proprio precipitati rispetto ad un tempo - continua la Stancari -. La crisi si sente, eccome. Arrivano meno cose e soprattutto molto contenute: un panettone, qualche dolcetto, non di più». Nell'ufficio del sindaco Giuliano Pisapia i presenti sono stati per la maggioranza di carattere alimentare. Cesti con cotechini, formaggi, pasta, dolcini. Sono stati destinati alle associazioni che si prendono cura dei poveri e degli indigenti.
Dal punto di vista dello scambio regalizio anche a palazzo Marino il 2013 è il Natale più ristretto che si sia registrato fino ad ora. Si bada solo all'essenziale, anche perché gli amministratori comunali affermano che non hanno tempo da perdere per cercare oggetti. Però il tempo per regalare le tasse alla gente lo trovano sempre, come ha dimostrato un gruppo di rappresentanti di Forza Italia, che ieri ha addobbato un albero di Natale pieno di pacchi. I pacchi si chiamavano Imu, Area C, Irpef. Non sono mai passate le antiche «gabelle» che chi comanda impone a chi sta sotto. D'altronde chi sta sotto non è mai uscito dalla logica d'essere soddisfatto a condizione di ricevere «panem e circenses». Pane e divertimento, visto che il Comune spende 100 mila euro per un concerto di Capodanno dove tra l'altro non si narrano storie belle ma tese.