Meno stranieri aspettando la nuova ondata

Si sta «stabilizzando» la situazione in Centrale, dove bivaccano ancora parecchi siriani, ma ormai solo qualche decina, non più le centinaia di venerdì e sabato quando l'atrio si è trasformato in una bolgia dantesca. Nelle scorse ore infatti il Comune è riuscito a ricavare altri 280 posti nei centri d'assistenza mentre gli altri sono partiti nel corso della giornata. Ieri sono arrivate a scaglioni altre 80/100 persone, numeri ampiamente gestibili tra protezione civile e volontariato.
Il peggio dunque sembra essere passato anche se Milano rimarrà a lungo in precario equilibrio. I siriani infatti stanno fuggendo a centinaia di migliaia dal loro Paese infiammato dalla guerra civile. Destinazione finale Gran Bretagna e Scandinavia, con tappa intermedia l'Italia. Sbarcano infatti in Sicilia, proseguono in treno fin a Milano e da qui tentano il balzo verso il nord. Il massiccio arrivo di questo fine settimana ha però collassato il sistema d'accoglienza visto che sono già 5.000 i siriani accolti dal Comune negli ultimi sei mesi.
Venerdì sera si è sfiorato il peggio, con 300 persone, tra cui bimbi malati e donne incinte, accampate nell'atrio della Centrale. Si sono vissuti momenti molto difficile perché sono stati abbandonati per ore a se stessi senza poter andare al bagno o bere almeno un po' d'acqua. Qualcuno che si era spinto incautamente fuori dall'edificio è stato aggredito e depredato. Solo il giorno dopo la macchina del Comune di è messo in moto, con protezione civile e volontari ad assistere in totale 740 rifugiati distribuendo pasti e fornendo gettoni per usufruire dei bagni della stazione. Un paio di bimbi con la febbre alta sono stati portati in ospedale mentre venivano visitate alcune donne in avanzato stato di gravidanza. Molti sono poi riusciti a parire mentre 280 siriani sono stati accolti nei centri di assistenza e in nottata l'atrio si è svuotato. Ieri le poche decine di siriani arrivati in mattinata sono stati assistiti da Time 4 life» affiancati da «Arca» e Protezione civile con pasti caldi e sacchi a pelo soprattutto quando, verso le 19.30, sono arrivati altri 50 profughi.