Mense, a tavola anche i bimbi morosi

I presidi non applicano l'ultimatum del sindaco Errante

Al diktat del sindaco Filippo Errante, che aveva tuonato «chi non paga non mangia», hanno risposto con la linea morbida i presidi dei tre istituti comprensivi di Corsico. Martedì mattina, nonostante il richiamo al rispetto dell'ordinanza «anti furbetti», nessuno degli 80 bambini «morosi» delle scuole materne ed elementari del centro alle porte di Milano è rimasto senza pranzo. «Mi rifiuto di lasciare anche un solo bambino a digiuno. Abbiamo fatto servire il pranzo anche a chi non avrebbe avuto diritto alla mensa ed è arrivato a scuola senza nemmeno un panino», spiega Claudia Pisati, dirigente scolastico dell'istituto comprensivo copernico. Nel suo istituto si contano 22 famiglie che non hanno sottoscritto un piano di rientro e altre 18 che non hanno potuto pagare la seconda rata. «Noi li abbiamo contattati tutti, ma la situazione resta complessa - precisa - . Alcuni sono casi di estrema povertà, di genitori separati o che hanno perso il lavoro». Vero. Tuttavia, in base a quanto denunciato dal Comune di Corsico, non tutti non pagano per problemi economici. Tanti sono recidivi ma hanno le possibilità per sostenere la spesa, tanti altri se ne infischiano. Un po' come accade a Milano, dove il popolo dei morosi ha causato un ammanco da 4 milioni di euro. In qualche scuola sono esplose le proteste dei genitori: «I nostri figli sono stati costretti a portare a scuola la ricevuta di pagamento della mensa per poter mangiare» si infuoca la mamma di un'alunna.Il sindaco Errante ha anche incontrato i tre dirigenti scolastici della cittadina per tentare di trovare una mediazione nel braccio di ferro che va avanti da gennaio. Intanto, si è rivelata un flop la raccolta di fondi a sostegno delle famiglie bisognose promossa dal sindaco e dai commercianti di Corsico: sul conto corrente ci sono soltanto 2 mila euro a fronte di un debito che a dicembre arrivava a 1 milione e 227 mila. «Ci aspettavamo di più - ammette Errante - perché le critiche sul provvedimento erano state sempre accompagnate da proclami di generosità che, però, non hanno portato ad alcun risultato concreto. Se la politica vuole tornare a essere credibile, alle parole deve far seguire i fatti». Il Comune di Corsico, esasperato da un debito di un milione di auro a causa dei furbetti della ristorazione scolastica, dopo vari solleciti era passato alle maniere forti annunciando il suo aut-aut: o si paga o niente mensa. Un ultimatum preso come un'offesa da molti. In realtà un tentativo per riappianare il rosso in bilancio. Inizialmente la linea dura sembrava funzionare e qualche decina di famiglie si era subito messa in regola (già all'inizio dell'anno). Poi ci si è resi conto che i mosrosi sono ancora tanti. E non tutti indigenti.