«Mentre loro ci accusavano noi eravamo a lavorare»L'assessore/ 2 Simona Bordonali (Regione)

Simona Bordonali è l'assessore regionale alla Protezione civile. Accusa i colleghi del Comune: «Durante l'emergenza mi ha stupito il comunicato stampa dell'assessore Granelli e soprattutto le sue polemiche. Dove ha trovato il tempo e la voglia? Io non riuscivo ad alzare la testa». E nel merito: «Pisapia in questi anni non ha fatto nulla per risolvere il problema del Seveso».
Anche la Regione ha competenze sul Seveso. Che avete fatto?
«La Regione sta andando oltre le proprie competenze: il controllo della Protezione civile è continuo e l'evento che ha colpito il Seveso è eccezionale. La precipitazione ha raggiunto livelli storici».
Anche nel 2002 si era parlato di evento eccezionale. Non era piovuto molto di più?
«La concentrazione della precipitazione in sei minuti di lunedì scorso è stata la più forte nella storia del bacino. È sceso un quantitativo d'acqua mai verificato nelle misurazioni, che facciamo da decenni. Il Seveso non è un bacino ma un torrente e l'esondazione non è dovuta all'apporto dell'acqua a monte ma alle forti piogge sul sito. Nel 2002 le piogge sono state meno intense».
Si parla di pesanti responsabilità del Comune. Condivide?
«Nell'emergenza di lunedì scorso è giusto riconoscere il ruolo di Comune e Provincia: l'attivazione della Protezione civile e di tutti i protocolli ha funzionato. Il canale scolmatore di Nordovest era aperto prima delle piogge. C'è stato uno scambio d'informazioni continuo».
Ma allora di chi è la responsabilità? Di nessuno?
«È una colpa storica: in questi anni Pisapia non si è mai attivato. Ci sono responsabilità nella mancanza di soluzioni nel tempo: servono soluzioni definitive e strutturali. C'è stata un'esondazione anche quindici giorni fa! E c'è la responsabilità del Comune nel voler addossare colpe ad altri».
Ma in concreto che fare per risolvere l'emergenza?
«Noi come Regione stiamo lavorando da tempo alle soluzioni, come le vasche di laminazione a monte. Abbiamo un finanziamento regionale per questo progetto. Doveva compartecipare il Comune di Milano. Abbiamo saputo solo ieri che forse, così ci hanno comunicato verbalmente, Palazzo Marino ha trovato le risorse. Ce l'ha detto il vicesindaco De Cesaris alla presenza dell'assessore Granelli e ce l'ha ribadito il sindaco».
A questo punto che tempi prevedete?
«Dipende dalle amministrazioni locali che dovranno accogliere la prima vasca. Il grande problema è il Comune di Senago, che continua a dirsi contrario ad accogliere la vasca sul suo territorio. Chiediamo aiuto a Pisapia perché convinca il sindaco, anche lui di Sel, ad accettare questa struttura che risolverebbe parte del problema».
Basta una sola vasca per risolvere il problema?
«L'intero progetto comprende sei vasche. Lunedì ci sarà l'incontro con l'assessore al Territorio, Viviana Beccalossi, e con i rappresentanti della presidenza del consiglio, ai quali chiederemo ancora una volta il finanziamento da 110 milioni di euro già chiesto a gennaio per la realizzazione di tutto il progetto e la soluzione definitiva».