Meteo e attacchi, scatta l'allerta sms

Il Comune testerà l'invio di messaggi ai cittadini a partire dall'emergenza Seveso

Giusto un anno fa la Francia lanciava un'app per i cellulari dal nome Saip (Système d'alerte ed d'information des populations). Era la vigilia degli Europei di calcio 2016, con un'allerta anti-terrorismo altissima. Il Ministero dell'Interno promosse un'applicazione, messa a punto dopo la strage del 13 novembre 2015 al Bataclan, per avvisare i cittadini in caso di attentato in corso e per dare informazioni pratiche, come «allontanarsi dalla strada x» o «rimanere in casa». Il Comune è pronto a testare un sistema simile, partendo dalle emergenze meteo per arrivare ad estenderlo (si spera mai nella pratica) ai casi di attacchi in corso. L'assessore alla Sicurezza Carmela Rozza ha illustrato ieri il progetto al questore Marcello Cardona, in visita al Comando dei vigili di piazza Beccaria.

«Stiamo lavorando - ha spiegato la Rozza - per costruire un sistema di allerta automatico ai cittadini, l'invio di sms sul cellulare in caso di rischio idrogeologico, pensiamo all'esondazione del Seveso o all'emergenza neve». Il Comune non può stringere direttamente accordi con le compagnie telefoniche, si sta muovendo la protezione civile nazionale per la città di Milano. «Fino ad oggi è stato fatto in maniera empirica» nel 2011 vennero spediti messaggi ai residenti della zona 9 interessati dalle piene, «ora stiamo passando ad una struttura vera. E il messaggio arriverà in automatico a tutti i cittadini, a quelli di Niguarda perchè sappiano che il Seveso sta per esondare e quindi possano proteggere i loro beni, e a tutti gli altri perchè evitino la zona». Ma una volta creato il sistema «potrà essere esteso a svariati usi potenziali: disastri naturali, temi di sicurezza, anche per questioni organizzative, pensiamo al divieto di posteggio in alcune strade durante il Giro d'Italia. Potremo creare un rapporto diretto con la cittadinanza, valido dalle attività ludiche che possono produrre disagi fino a ipotesi peggiori».

Dopo un incontro a porte chiuse negli uffici dell'assessorato, durante il quale il comandante Antonio Barbato ha consegnato il nuovo piano dei vigili di quartiere, il questore ha fatto visita alla centrale operativa. Le due istituzioni hanno concordato una collaborazione quotidiana tra vicequestore e vicecomandante, per condividere interventi e informazioni. Un rafforzamento del «patto» che arriva dopo le critiche alla Rozza, anche da parte dei colleghi, per i metodi troppo «militareschi» e alle stesse forze dell'ordine per il blitz di poche settimane fa in Centrale, per identificare i profughi. «Quando sento parlare di blitz o rastrellamenti mi rattristo - commenta Cardonq - sono speculazioni di basso rilievo. Polizia e vigili solo a maggio hanno controllato 35mila persone, è un'attività continua. E abbiamo una richiesta di sicurezza molto forte dagli immigrati, dalle comunità straniere che vengono qui per lavorare, questo viene sottolineato molto poco». E la Rozza ha avverito: «A differenza di come la pensi qualche mio collega, la sicurezza si fa in collaborazione, nel bene o nel male, condividiamo al tavolo quello che c'è da fare».