Metti una cena a lume di candela...ma tutti nudi

«L'Italo americano» è il primo ristorante naturista in Italia: due serate al mese senza veli

Simone Finotti

Di stelle Michelin neanche l'ombra, nessuna chef star ai fornelli e su Tripadvisor un dignitoso tre e mezzo su cinque. Atmosfera «Fifties», puro american style, il posto giusto per due spaghi con polpette o un'hamburgata tra amici. Non male, ma non basta a spiegare come mai il ristorante «L'Italo Americano» di Cerro Maggiore, 15mila anime nel profondo Alto Milanese, appostato ai bordi della provinciale 198 (al secolo via San Clemente, civico 151), sia finito nella lista dei locali più chiacchierati d'Italia.

Il fatto è che non capita tutti i giorni di svestirsi per uscire, invece in questo caso è proprio quello che si deve fare, visto che il ristorante di Natale Romeo, un pezzo di Route 66 in Lombardia che sembra uscito dalle pagine di Kerouac o da una scena di Easy Rider, è il primo ristorante in Italia, secondo in Europa, a organizzare cene naturiste. Avete capito bene: serate dove si mangia senza veli, con tanto di sconti per chi fa parte di Anita, Associazione Naturisti Italiani che a Milano conta 250 tesserati. Sei giorni su sette è un piacevole locale, pista da ballo e muri tappezzati di pin up da farti scordare il rumore di fondo della Milano-Laghi che striscia a due passi.

Il venerdì cambia tutto: e mentre negli uffici ci si levano giacche e cravatte, qui si fa di più e si mettono al bando tutti gli abiti, dalla testa ai piedi. Ovviamente si entra vestiti, ma poi ci si avvia negli spogliatoi e per accedere alla sala, un centinaio di coperti, è obbligatorio essere scoperti. Unico accorgimento un telo usa e getta per sedersi. E unica eccezione i camerieri, che sono vestiti. Per ora è un esperimento, partito il la scorsa settimana, con cadenza bisettimanale. Diciamo pure una ricetta anticrisi. Poi, se andrà bene, si vedrà.

Romeo è secco: «Se non mi inventavo qualcosa, chiudevo. La crisi e i centri commerciali ci stanno soffocando». Tutto gourmet il primo menu, meno di 80 euro in due prenotando su Groupon: trofie ai gamberi, melanzane in cesto di parmigiano, crema asparagi e porcini, filetto in crosta di nocciole con vellutata di zucca e pistacchi, mousse al cioccolato. Compresi bevande, caffè e drink, danze e musica. Rigorosamente vietato il cellulare, per comprensibili motivi di privacy. Rigorosamente obbligatorio mangiare insieme agli altri, perché naturismo è condivisione. E se qualcuno pensa male, se lo scordi: il sesso non c'entra, il voyeurismo neanche. Gli organizzatori annunciano mano pesante per chi è beccato a fare il furbo.

La prima serata è andata molto bene, tutti si sono divertiti in modo corretto e rispettoso. Unico neo, una ventina di persone che all'ultimo hanno dato forfait. Presto potranno rifarsi, perché il 5 agosto è già in programma la seconda data tra pochi giorni. Intanto la scommessa è partita. All'estero funziona: a Londra spopola «The Bunyadi» che propone cene «dressed» e «naked». E ormai è un punto di riferimento tra i «ristoranti esperienziali».