Mezzo milione sottratto a Cecilia Morosini

Da tempo, la «signora dei risvegli» non era più autosufficiente. Da sei anni Cecilia Morosini - professoressa antesignana della neuropsichiatria infantile - aveva bisogno di avere accanto a sè una badante. Che avrebbe approfittato di lei, maltrattandola e derubandola con la complicità dell’autista dell’anziana scienziata. Entrambi sono stati arrestati ieri dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria, con l’accusa di circonvenzione di incapace.
Negli anni, infatti, i due le avrebbero sottratto circa mezzo miione di euro, costringendo la Morosini ad aprire loro il proprio conto corrente, a predisporre un testamento olografo nel quale tra gli eredi universali veniva indicata la badante, ad acquistare un’auto di lusso utilizzata dall’uomo, a riscattare anticipatamente le polizze vita intestate alla luminare, fino a rilasciare una procura generale a favore dell’autista per l’esecuzione di qualsiasi atto di ordinaria e straordinaria amministrazione. Ancora, la dottoressa sarebbe stata indotta a firmare l’acquisto di un appartamento poi utilizzato dalla badante. Un continuo salasso fino a prosciugare le finanze dell’anziana profesoressa.
Cecilia Morosini, 90 anni, è stata direttore della Scuola di specializzazione in Medicina fisica e riabilitazione della facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università degli Studi di Milano, specializzata nel metodo «Feuerstein» (per sviluppare l’intelligenza di bambini con problemi di apprendimento o con handicap mentali), e legale rappresentante di due Onlus attive nel settore della riabilitazione per disabili. Il suo soprannome - la «signora dei risvegli» - nasce dal suo trentennale impegno nell’Associaizone per la riabilitazione dei comatosi. Nel suo campo, insomma, un’icona.
Scrive il gip Gianfranco Criscione nell’ordinanza di custodia cautelare che i due arrestati si erano da tempo resi protagonisti di una «generalizzata attività di spoliazione del cospicuo patrimonio della vittima, tuttora in essere grazie alla sostanziale condizione in essere di isolamento sociale» della professoressa Morosini «che a quanto pare, infatti, non ha significativi rapporti con persone diverse dagli indagati» i quali sono «presenze continue e costanti nella vita» della 90enne raggirata. Diverse le intercettazioni telefoniche da cui emergono i maltrattamenti che l’anziana avrebbe subito. «Le ho dato anche una sventola in faccia», diceva la badante. L’ultimo insulto prima di finire in carcere.