La milanese Alina Marazzi al battesimo di Locarno

La nipote di Hoepli in un'opera autobiografica, alle 21.30 un film francese apre piazza Grande

Stefano Giani

Locarno ai nastri di partenza. Officiati tutti i riti di preapertura che comprendevano visioni gratuite per il pubblico e assaggi vari, l'edizione del settantesimo entra oggi nel vivo con l'apertura ufficiale e la proiezione di Demain e tous les autres jours di Noémie Lvovsky fuori concorso nella serata di piazza Grande. È la storia di una bambina di nove anni che vive con la mamma dopo la separazione dei genitori e crea con lei un legame solidissimo che va ben oltre le difficoltà della vita.

Appuntamento alle 21.30, dunque, ma in verità il tema infantile dei bambini senza genitori e del rapporto madre-figlia si fa sentire già nel pomeriggio alle 16 al Gran Rex con la proiezione di Un'ora sola ti vorrei della regista milanese Alina Marazzi che racconta una storia autobiografica struggente, facendo appello all'archivio personale. Il titolo che ricorda una canzone italiana del '38 cantata da Nuccia Natali, sfortunata cantante - anch'essa milanese - morta a soli 55 anni nel 1962, allude invece alla nostalgia della regista che ha perso la mamma da piccola, quando aveva sette anni.

Alina Marazzi ricostruisce la vita della madre, Liseli, attraverso un collage di filmati familiari dell'epoca, siamo nella prima metà degli anni Sessanta. La distanza tra una madre e un figlia traspare dunque dai fotogrammi di un tempo ormai lontano e sono opera del nonno della piccola Alina, il noto editore Ulrico Hoepli. Un tocco di italianità e, in particolare di milanesità, che si affianca a un altro lavoro, Wilkommen in der Schweiz di Sabine Gisiger in programma alle 16 al Palaexpo Fevi e affronta l'accoglienza di profughi e immigrati in Svizzera partendo da un caso recente avvenuto in un paese nei dintorni di Zurigo.

L'amministrazione comunale rifiutò di dare ospitalità e fu condannata a una multa di 350mila franchi. L'incidente diplomatico si è trasformato in un insegnamento per una terra che già negli anni Sessanta e, prima ancora, durante la seconda guerra mondiale, si era confrontata con l'immigrazione. Dapprima gli ebrei, in fuga dal nazismo, successivamente gli italiani in cerca di lavoro, avevano scelto la confederazione come riparo ai loro guai. Oggi la povertà ha altri colori e la chiusura a riccio nei confronti degli sbarchi dei più poveri impone regole cui attenersi.

Il programma si completa con due opere del regista Jacques Tourneur al quale è dedicata una delle retrospettive del festival. Tra gli ospiti di oggi spicca Mathieu Amalric, attore francese notissimo per aver recitato in Venere in pelliccia di Roman Polanski, Gran Budapest hotel di Wes Anderson, Pollo alle prugne di Marjane Satrapi e Vincent Parionnaud oltre al capolavoro di Arnaud Desplechin, Jimmy P. e allo 007 Quantum of solace solo per citare i più famosi.