Milanesi che fanno tendenza

Le creazioni di Sabbadini, Battaglia e Cademartori

Pamela Dell'Orto

Grazie alle sue borse Paula Cademartori, di origini brasiliane ma milanese a tutti gli effetti, è diventata una fra le designer più amate dalle star. La stessa cosa è successa a Sara Battaglia, milanese doc e stilista di it bag che vanno a ruba fra celebrity e influencer. Micol Sabbadini è una fotografa che gira il mondo in cerca d'ispirazione e ora i suoi collage fotografici sono finiti sulle sciarpe di Faliero Sarti. Sono alcune delle giovani milanesi che hanno scelto di rimanere a Milano, la loro città, per presentare i loro lavori. Hanno più o meno 30 anni, sono vulcaniche, piene di idee, voglia di fare e di non fermarsi mai.

Sara Battaglia posta tutte le sue foto su Instagram («e proprio da qui mi arrivano tante richieste da super negozi») ed è ormai famosissima per le sue borse lineari, supermoderne con un triangolo in acciaio come simbolo (ha anche disegnato una mini collezione per Ferragamo). Ma non si è certo fermata qui. E ieri ha presentato la sua prima collezione di vestiti: «pezzi molto femminili» dalle linee anni '50 rivisitate, molto chic e portabili da tutte come la mini cappa e i pantaloni con dettagli plissettati e le minigonne in pelle multicolor. Le borse di Paula Cademartori sono ormai un classico contemporaneo, ma nemmeno lei si è fermata qui: oltre alle nuove tracolle super chic ispirate allo stile di Los Angeles, ha iniziato a disegnare scarpe, che più che calzature sono delle piccole opere architettoniche con applicazioni geometriche e coloratissime (i colori sono la sua passione) e ora ha lanciato anche una collezione di maxi foulard e pashmine (anche queste multicolor), ma non sono passati inosservati gli orecchini preziosi disegnati da Paula e indossati dalle modelle (saranno la sua prossima avventura?). A proposito di gioielli, in questi giorni ha debuttato anche Bea Bongiasca. Ventisei anni, milanese doc, laureata alla Saint Martins di Londra, ha presentato le sue nuove creazioni da Tea Rose. «Mi sono ispirata al linguaggio giapponese dei fiori, l'Hanakotoba, secondo cui il giglio tigrato indica prosperità, l'heliconia unicità e il caprifoglio legami d'amore...». E ha avuto un grande successo. «Non sono una stilista e nemmeno una it girl, sono una fotografa ma mi è piaciuto disegnare le stampe per i tessuti e non escludo che lo rifarò», tiene a sottolineare Micol Sabbadini che ha presentato la sua prima esperienza nella moda: le sciarpe impalpabili di Faliero Sarti con le immagini delle foto scattate in Australia sono già diventate un must. Poi c'è Vivetta Ponti, in arte Vivetta: l'anno scorso ha debuttato con una sfilata al Teatro Armani, ma nel mondo della moda aveva già avuto successo grazie al dettaglio delle tasche a forma di gatto. La sua ultima collezione che ha sfilato a Palazzo Reale, è ispirata al mondo delle fiabe. E personaggi come Papageno e Papagena del Flauto Magico diventano ricami fatti a mano su casacche seta dai colori vivaci.