Milanesi già a caccia di regali low cost

Aperto il tradizionale mercato degli Oh bej!, i milanesi spenderanno 200 euro a testa in media per Natale

Potessimo identificare gli «Oh bej!, Oh bej!» con nomi di donna potremmo sceglierne due: Maria e Samantha. Sembrava di passeggiare in una Montenapoleone formato Natale da caminetto a legna ieri tra i banchi puliti, ordinati, più distanti gli uni dagli altri, dove trionfa il pezzo unico fatto da artigiani, anzi artigiane per la maggior parte, che attira per l'abilità amanuense dove il passato occhieggia con malizia a un futuro libero dalle grandi catene, marche e griffe. Gioielli che sembrano uscire dalle botteghe di un presepe made in Italy, dove si riposa Maria, ma dal gusto per niente naif, tanto che le loro forme potrebbero stare bene all'astronauta Samantha Cristoforetti nell'Avamposto 42.

Il percorso è lungo, se lo si prende sulla sinistra s'inoltra nel parco oltre, ben oltre il Castello. «Noi artigiani siamo sempre contenti d'essere a questa fiera natalizia, a cui arriviamo per un colpo di fortuna, tramite un'estrazione» dice Annamaria De Cesare che con pietre dure, cristalli e rame realizza orecchini da far invidia a Dolce e Gabbana, per il loro sapore di nonna preziosa. Pochi banchi dopo alcune signore a passeggio riconoscono Andrea Simoni, incontrato all'isola d'Elba qualche anno fa, autore di una «Futur ceramica primitiva». Viene da Castelbolognese, in provincia di Ravenna, dove «mi sono costruito una fornace a legna e, ricordando ancora quello che era una volta l'accademia dei ceramisti di Faenza, dove insegnavano maestri giapponesi insieme al grande ceramista Biancini, ho cominciato a fare gioielli con ciondoli in raku. Non lo avrei mai detto anni fa quando ho iniziato, ma sto scoprendo che è una buona formula contro la crisi» afferma con soddisfazione.

Della stessa opinione anche Alessandra Pasini di Forlì, che lavora il rame in forme geometriche, e Donella Del Punta dio «ZeroArte» di Pisa - c'è tanta Toscana in questa fiera, forse in onore del presidente Renzi? - che con l'ottone lucidato più che a specchio crea gatti dalle code da UFO ma dalla pancia come i micioni di campagna di una volta, casette in cui Biancaneve potrebbe indossare la tuta per una passeggiata nella missione Futura. E' questa la cifra moderna dell'artigianato: eleganza e dolcezza in pezzi unici, un'unicità accattivante che batte ogni firma, perché comunque sempre fatta in serie.

Ma quanto si spenderà in questo Natale? La spesa va poco oltre i 200 euro a testa a Milano, per una cifra complessiva di circa 236 milioni di euro. Altra caratteristica che si impone già da qualche tempo negli acquisti natalizi: i milanesi abbandonano sempre più la ricerca del cadeaux «last minute». Un milanese su cinque inizierà gli acquisti per regali e addobbi approfittando del weekend lungo di Sant'Ambrogio, ma i meneghini hanno fatto capolino già da quindici giorni nei negozi addobbati con alberi, stelline e babbi natale. Insomma anche qui vale la regola: la tradizione è bella sì, ma anticipiamola. Il «ponte» dove si passerà? Il 29% tra gli «Oh bej! Oh bej!» e i mercatini di Natale, circa uno su 10 si dedica allo shopping e il 16% ad allestire l'albero di Natale e il presepe. In viaggio sarà circa un milanese su cinquanta, tra chi fa un lungo weekend di vacanza e chi torna a casa a trovare la famiglia che in queste festività resta al centro dell'attenzione: il 7,5% approfitterà delle feste per restare con i propri cari. Ieri c'era ancora tranquillità tra questi banchi, dove l'impronta infantile resta l'odore di frittelle, ma uno dei cibi più gettonati è il panino con wurstel, crauti e senape, che sarebbe da portare alla prima della Scala!