Milano è la «capitale» del falso: oltre tremila sequestri di merce

Circa 3.421 sequestri amministrativi e 719 penali di merce contraffatta. Sono quelli fatti dai vigili urbani nel primo semestre 2012 in città. Tuttavia sono ben più importanti le cifre diffuse dalla Guardia di finanza e dall'Agenzia delle dogane che, in Lombardia, dal 2008 al 2011, parlano di sequestri per oltre 31 milioni di pezzi contraffatti, prodotti alimentari e farmaceutici esclusi. Dati imponenti. Che hanno convinto la giunta comunale milanese, insieme all'associazione Centro studi grande Milano, a escogitare vere e proprie azioni mirate alla lotta contro questo reato dilagante.
È così che nasce sotto la Madonnina il primo Consiglio anticontraffazione. Si tratta di un punto d'incontro fra tutti gli operatori e gli organismi che si occupano della tutela della proprietà intellettuale per portare avanti iniziative comuni contro il falso. E ai tavoli che verranno organizzati parteciperanno associazioni di categoria, la Camera di commercio, le forze dell'ordine e la Commissione antimafia del Comune. Tutti insieme questi organismi collaboreranno anche con le scuole e le università con Expo 2015, in modo da vigilare sulla presenza di prodotti contraffatti all'interno della manifestazione. L'accordo - per il quale è stata stanziata una somma di 40mila euro - proseguirà fino al 2015 per poi valutare l'opportunità di prolungarlo negli anni successivi.
«La nascita del Consiglio milanese anticontraffazione si pone come punto di partenza per la diffusione di una nuova cultura della legalità in città - ha spiegato ieri l'assessore al Commercio Franco D'Alfonso -. Il fenomeno del falso sta investendo infatti ambiti sempre più ampi, come il design, il settore farmaceutico, quello alimentare, dei cosmetici e persino dei giocattoli, producendo situazioni di rischio sia per la salute che per la sicurezza dei consumatori.
«Molto spesso - ha aggiunto e concluso l'assessore comunale alla Sicurezza Marco Granelli - dietro il singolo venditore si nascondono magazzini di merce importanti, talvolta racket impegnati nell'importazione, oltre che lavoro nero e sfruttamento del lavoro di minori».