Milano capitale del vino, tre giorni di storie sulle migliori etichette

Alle Stelline fino a lunedì la kermesse "Bottiglie Aperte" che accoglie oltre 150 cantine. Degustazioni, lezioni e incontri

Se Verona è la capitale fieristica del vino italiano, Milano è indiscutibilmente la città più importante dal punto di vista commerciale, barometro delle vendite e dei trend di consumo. Da questo assioma, nel 2012 è nata la manifestazione «Bottiglie Aperte», una tre giorni consacrata alla migliore produzione enologica nazionale con Cantine storiche e vini mito da tutto lo Stivale. Da oggi a lunedì 3 ottobre il Palazzo delle Stelline di Corso Magenta ospita la quinta edizione della kermesse, che si annuncia ricca di novità e partnership importanti, a cominciare dallo «Champagne Day»: la giornata dedicata alle bollicine più famose del mondo promossa dal «Club Excellence» dei distributori e importatori di vini e distillati.

Alla regia di «Bottiglie Aperte» c'è Federico Gordini, comunicatore del food&wine e ideatore di alcuni eventi e format milanesi di successo (la Milano Food Week, The Tank), con Aliante Business Solution. Quest'anno la squadra si arricchisce di alcuni grandi professionisti del vino dal campione dei sommelier Luca Gardini fino alle stimate enopenne Andrea Grignaffini e Marco Tonelli chiamati a guidare le degustazioni e a moderare i convegni di approfondimento. Ma le vere protagoniste restano loro: le bottiglie aperte delle oltre 150 Cantine partecipanti.

Gli stand delle aziende sono dislocati nei 5 mila metri del Palazzo delle Stelline e ciascun visitatore può costruire il suo percorso di degustazione personale seguendo i propri gusti e assecondando le proprie curiosità. Un gruppo di sommelier multilingue è sempre a disposizione per fornire dettagli e informazioni anche agli ospiti stranieri. Il biglietto giornaliero costa 35 euro, con tariffe speciali per i sommelier e i soci Fisar, Ais e Onav.

Agli operatori di settore Horeca è garantito l'ingresso gratuito previa registrazione sul sito www.bottiglieaperte.it. Oltre ai walk around tasting a «Bottiglie Aperte» sono organizzate 15 masterclass, ovvero degustazioni guidate dedicate ai vini più blasonati del panorama italiano e internazionale. Il costo di partecipazione va dai 20 ai 40 euro e il ricavato sarà devoluto in beneficienza ai popoli terremotati del centro Italia tramite le attività promosse dal CISOM. Tra le novità più importanti della quinta edizione c'è sicuramente anche il format «Fuori Bottiglie Aperte» che coinvolge una quarantina fra ristoranti, enoteche e wine bar della città impegnati in tasting e appuntamenti enogastronomici ad hoc.


Champagne sotto i riflettori
Gran finale con il botto, è proprio il caso di dire. La giornata di lunedì 3 ottobre è, infatti, dedicata alle più celebri bollicine francesi. Il «Club Excellence», che riunisce i principali distributori e importatori di vini e distillati (come Sagna, Sarzi Amadè, Les Caves de Pyrenes, Meregalli, Pellegrini, Cuzziol), porta a «Bottiglie Aperte» le Maison di Champagne di culto. I visitatori potranno assaggiare le celebri etichette di Louis Roederer, Jaquesson, Paul Bara, R. Poullion, Bruno Paillard, Mailly Grand Cru, Francoise Bedel, Bollinger, Marguet e altri ancora. Dai grandi marchi ai piccoli nomi, ci sarà l'imbarazzo della scelta.

Barolo o Primitivo, ecco le «verticali» da non perdere
I tre giorni di «Bottiglie Aperte» sono cadenzati da numerose degustazioni guidate curate dai più grandi esperti del settore. Domani, giorno d'apertura della manifestazione, sono in programma, tra le altre, la degustazione verticale dedicata allo Champagne Veuve Clicquot a cura di Andrea Grignaffini (ore 11), la degustazione «Barolo Versus Brunello» condotta da Luca Gardini (ore 12,30) e quella sui vini pugliesi di Gianfranco Fino, produttore di culto del Primitivo di Manduria (ore 18). Domenica 2 ottobre, invece, ampio spazio alla signora del vino abruzzese Marina Cvetic, titolare dell'azienda «Masciarelli», che racconta la lunga storia dei suoi Montepulciano e Trebbiano d'autore (ore 11,30). Lunedì 3 ottobre, infine, la rassegna si chiude con la degustazione verticale del rosso toscano Guado al Tasso di «Marchesi Antinori» (ore 15,30) e quella dedicata al Franciacorta di «Ricci Curbastro» (ore 17).

Fuorisalone tra enoteche e stellati
Per la prima volta la manifestazione «invade» la città con un fuori salone ricco di eventi a tema food&wine. L'obiettivo è quello di permettere a tutti i milanesi e ai tanti turisti che visitano il capoluogo lombardo di vivere l'evento da una diversa prospettiva, valorizzando al tempo stesso le attività commerciali urbane impegnate tutto l'anno sul fronte beverage. «Fuori Bottiglie Aperte» coinvolge una quarantina di locali, associati ad aziende vinicole.

Le zone di riferimento sono quelle più frequentate dalla movida. Qualche esempio? Le bollicine Franciacorta «Le Marchesine» saranno stappate alla «Cantina di Manuela» di via Procaccini, mentre i vini marchigiani di «Velenosi» allieteranno le serate al «BeerBacco» di corso Garibaldi. L'«Enoteca Bicerìn» di via Panfilo Castaldi ospiterà le bottiglie della «Tenuta Mara» di San Clemente, in provincia di Ravenna, proponendo un gustoso abbinamento con i salumi d'oca e la piadina romagnola. Chi ama i grandi rossi di Toscana, non vorrà perdersi le cene alla «Trattoria Milanese» di viale Gorizia e all'«Osteria La Voliera» di via Crema. Nel primo caso saranno di scena il Chianti Classico e il Vino Nobile di Montepulciano di «Carpineto»; nel secondo invece spazio al Morellino di Scansano e al Brunello di Montalcino della «Fattoria dei Barbi». Tutti da scoprire, infine, gli abbinamenti tra la cucina di Filippo la Mantia e la Cantina siciliana «Baglio di Pianetto» e quelli tra il «Pont de Ferr» (Ripa di Porta Ticinese) e la piacentina «Villa Tavernago».