Milano città aperta, ma solo nelle vie del centro

«Si può fare di più», Letizia Moratti lo ammette. E però, durante il tradizionale pranzo di Ferragosto con gli anziani aggiunge: «Sono soddisfatta. Milano è una città aperta», nel senso che «i servizi funzionano», ma soprattutto che ormai «è veramente internazionale», ovvero «è pronta ad accogliere chi ad agosto rimane in città».
L’aveva promesso l’anno scorso, il sindaco. Stesso pranzo, stesso pubblico: «Ad agosto 2008 la situazione cambierà». E in effetti, qualcosa è cambiato e per farlo, hanno lavorato a più mani: Comune, Unione del Commercio e Camera della Moda. Il primo dato: per la prima volta nel Quadrilatero della moda sono rimasti aperti 59 negozi su 129. Non solo moda, perché nella settimana dall’11 al 16 agosto hanno tenuto alzata la saracinesca 147 panetterie su 417, una macelleria su due, il 41 per cento delle salumerie e 23 ortofrutta ogni 100. «È stata una settimana eccezionale - dichiara soddisfatta l’assessore alle Attività produttive Tiziana Maiolo -: 2.627 gli esercizi aperti su un totale di 6.592». Dal generale al particolare, perché gli ispettori di Assoedilizia sono andati a fare le pulci ai commercianti milanesi e, in borghese, giovedì scorso hanno setacciato in lungo e in largo la città per scovare chi fosse già in vacanza e chi invece, si fosse organizzato per non lasciare Milano deserta. «L’impressione - commenta a caldo il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici - è che la periferia sia rimasta chiusa a vantaggio di un centro più vivo rispetto agli scorsi anni». Due velocità, per una città che in via Sarpi l’altro giorno è rimasta viva come sempre, quasi come via Padova dove 49 esercizi hanno offerto numerosi servizi grazie soprattutto agli instancabili extracomunitari. Promosso anche corso Buenos Aires, dove gli «ispettori» hanno trovato 98 saracinesche alzate, buono il Quadrilatero della moda grazie alle 141 «griffes» rimaste aperte con un obiettivo preciso: conquistare soprattutto la clientela straniera. «Deludenti - ammette Colombo Clerici - tutte le zone appena fuori dai grandi assi commerciali». L’eccezione curiosa: «Nel deserto di via Farini è rimasta aperta “La casa della caccia”, anche se decisamente, fuori stagione». Ma non solo negozi. «Funzionano anche i servizi sociali - ha precisato Letizia Moratti -: aperte le nove sedi dell’ufficio anagrafe, a completa disposizione dei lettori ben 18 biblioteche su 23 e per gli amanti della cultura, aperte tutte le mostre organizzate dall’assessorato alla Cultura». Da giugno, la Bella estate di Milano ha già registrato 101mila e 661 visitatori, di questi, 25mila nella prima metà di agosto. L’immagine della Milano deserta ad agosto? «Solo un ricordo del passato - afferma il presidente dell’Unione del Commercio Carlo Sangalli - c’è ancora molto da fare, ma siamo pronti per la sfida dell’Expo 2015».